ETD system

Electronic theses and dissertations repository

 

Tesi etd-02062007-101801


Thesis type
Tesi di laurea vecchio ordinamento
Author
Possenti, Elisa
email address
elisa.possenti@tin.it
URN
etd-02062007-101801
Title
Biologia riproduttiva e fecondità di Plesionika edwardsii (Brandt, 1851) nel Mar Tirreno Settentrionale
Struttura
SCIENZE MATEMATICHE, FISICHE E NATURALI
Corso di studi
SCIENZE BIOLOGICHE
Commissione
Relatore Dott. De Ranieri, Stefano
Relatore Dott. Sartor, Paolo
Parole chiave
  • crustaceans
  • mar Tirreno
  • fecundity
  • biology
  • Crostacei
  • biologia
  • fecondità
  • ciclo riproduttivo
  • gestione risorse
  • reource assessment
  • Tyrrhenian Sea
Data inizio appello
26/02/2007;
Consultabilità
completa
Riassunto analitico
Il crostaceo decapode pandalide Plesionika edwardsii (Brandt, 1851) (“gobbetto striato”) è una specie nectobentonica ad ampia ripartizione geografica, tanto da essere considerata cosmopolita. La specie ha caratteristiche spiccatamente gregarie ed è in grado di compiere spostamenti nictemerali nella colonna d’acqua, per lo più a carattere trofico. <br>P. edwardsii riveste un certo interesse commerciale ed è principalmente sfruttata con reti a strascico di fondo. Al fine di incrementare i rendimenti di pesca di questa risorsa, la specie è stata recentemente oggetto di diversi progetti di ricerca, finalizzati alla valutazione dell’efficacia e della sostenibilità dell’utilizzo di nasse nel piano batiale.<br>Nonostante l’interesse ecologico ed economico, P. edwardsii è ancora poco studiata, soprattutto per quanto riguarda i principali aspetti biologici. Il presente lavoro di tesi è rivolto principalmente allo studio della biologia riproduttiva e della fecondità di P. edwardsii nel Mar Tirreno Settentrionale; nell’area di studio la specie è presente essenzialmente in alcune zone, tra 300 e 450 metri di profondità, caratterizzate da fondali fangosi con ripide pendenze.<br>I principali aspetti indagati hanno riguardato la demografia, la definizione del periodo riproduttivo e della taglia di maturità sessuale, la crescita relativa, stime di fecondità (assoluta e relativa) e la caratterizzazione degli stadi maturativi e del ciclo biologico.<br>Gli esemplari utilizzati per questo studio sono stati ottenuti sia attraverso campagne di pesca con nasse sperimentali, sia tramite campionamenti dello sbarcato commerciale della flottiglia a strascico di Porto Ercole (GR), nel periodo 2003 – 2006. <br>Sono stati prelevati campioni mensili, da dicembre 2003 a aprile 2006 per un totale di circa 5000 individui di P. edwardsii. Su tutti gli esemplari sono stati rilevati: lunghezza del carapace (LC) al mm inferiore, il peso al centesimo di grammo, il sesso e, per le femmine, gli stadi maturativi della gonade e lo stadio di sviluppo delle uova. Il sesso è stato determinato attraverso l’osservazione macroscopica della presenza o meno dell’appendice mascolina, localizzata sul secondo paio di pleopodi nei maschi adulti. <br>Come negli altri Pandalidi, anche in P. edwardsii, le uova fecondate sono trattenute sotto l’addome dai pleopodi, grazie alla presenza di sostanze cementanti e di setole; qui avviene l’intero sviluppo, fino al momento della schiusa e della liberazione della larva. <br>Lo studio della fecondità è avvenuto tramite il conteggio delle uova; queste sono state prelevate da campioni mensili di femmine ovigere, successivamente fissate in formalina al 5% e conservate in alcol al 70%. Il conteggio è stato effettuato su cellette Dollfus, su campioni scelti casualmente. Sempre su base campionaria, si è proceduto alla misurazione di uova e larve, con l’ausilio di uno stereomicroscopio dotato di oculare micrometrico. Alcuni campioni di uova sono stati misurati anche a fresco, al fine di stimare il restringimento dimensionale dovuto alla fissazione in formalina. <br>Sono stati analizzati un totale di 4919 esemplari, di cui 2385 femmine, 1451 maschi e 1083 individui per i quali non è stato possibile determinare il sesso.<br>La taglia minima è stata di 10 mm LC, per le femmine, 11 mm LC per i maschi; la taglia massima è stata 29 mm LC per le femmine e 26 mm LC per i maschi.<br>L’analisi delle distribuzioni mensili di frequenza di taglia ha rivelato la presenza contemporanea di più componenti demografiche nell’arco dell’anno; il picco di reclutamento è localizzato nei mesi di maggio e giugno. E’ stato anche possibile seguire la progressione modale di singole coorti, riuscendo a stimarne i tassi di crescita mensili.<br>Il rapporto sessi è sempre risultato pari a 1:1 o significativamente spostato in favore delle femmine. <br>La relazione taglia-peso è risultata in entrambi i sessi di tipo allometrico negativo; sono state ottenute differenze significative del parametro b, sia tra maschi e femmine, che tra femmine di differenti stadi maturativi.<br>Femmine con ovari maturi e femmine ovigere sono state osservate in tutti i mesi dell’anno, ad eccezione di dicembre, anche se la maturità sessuale è risultata concentrata in un ben preciso periodo dell’anno, tra marzo e giugno; in aprile, in particolare, oltre l’80% delle femmine adulte presentava ovari maturi ed il 90% erano ovigere.<br>Per quanto riguarda le femmine, sono state stimate la taglia di prima maturità sessuale fisiologica (taglia alla quale il 50% delle femmine avevano ovari maturi) e funzionale (taglia alla quale il 50% delle femmine erano ovigere): sono risultate, rispettivamente 19,5 e 20,1 mm LC.<br>La fecondità assoluta è risultata estremamente variabile: sono state stimate da poco meno di un migliaio a circa 20000 uova o larve per femmina ovigera. I valori hanno mostrato un sensibile decremento, passando dalle femmine con uova agli stadi iniziali a quelle che portavano larve pronte per essere rilasciate; è stato stimato che solo il 40% delle uova emesse producano larve che sopravvivono fino al momento del rilascio.<br>Lo studio della fecondità relativa ha permesso di individuare una correlazione positiva del numero di uova con la taglia (lunghezza del carapace), nonché con il peso individuale.<br>Sono state riscontrate sensibili differenze nelle dimensioni del materiale incubato; si è passati da uova sferiche delle dimensioni medie di circa 0,6 mm (da un minimo di 0,3 ad un massimo di 1 mm), ad uova con abbozzi embrionali (media di 0,7 mm, minimo di 0,5 mm, massimo di 1,1 mm), a larve pronte per essere rilasciate (lunghezza media di 1,3 mm, minima di 0,8 mm, massima di 2,8 mm). E’ stata prodotta un’ampia documentazione fotografica dei vari stadi di sviluppo dall’uovo alla larva pronta per essere rilasciata.<br>Tutte queste informazioni hanno permesso di delineare le principali caratteristiche del ciclo biologico della specie. I risultati ottenuti sono stati discussi e commentati alla luce del materiale bibliografico esistente.<br>
File