ETD system

Electronic theses and dissertations repository

 

Tesi etd-01312013-140646


Thesis type
Tesi di laurea specialistica
Author
BAROSSI, SARA
URN
etd-01312013-140646
Title
Pisa: pratiche urbane fra percezione e gestione dello spazio pubblico
Struttura
SCIENZE POLITICHE
Corso di studi
SOCIOLOGIA
Commissione
relatore Prof.ssa Paone, Sonia
Parole chiave
  • Nessuna parola chiave trovata
Data inizio appello
04/03/2013;
Consultabilità
completa
Riassunto analitico
Il lavoro di tesi presenta una serie di riflessioni sulle trasformazioni della città e sui cambiamenti delle politiche urbane, prendendo in esame il caso della città di Pisa.<br>La prima parte ha carattere introduttivo e analizza gli effetti sulle città (grandi e piccole) dell’ avvento delle nuove tecnologie e del passaggio dal sistema fordista di produzione, al sistema post-fordista. Infatti parlare di città, significa anche parlare dei cambiamenti più generali che coinvolgono gli assetti a livello mondiale del potere. Le disuguaglianze a livello macro si riflettono a livello micro, la dualità che prevede centralità e marginalità si rivela nella vita urbana. Nello spazio urbano in frantumi [Paone 2008] si producono differenti stili e ritmi di vita ed aumentano le polarizzazioni sociali. Ne risulta un quadro particolare: una apparente coesione su scala globale per quanto riguarda la circolazione del capitale e delle informazioni e un frantumarsi delle relazioni e dei rapporti a livello locale. L&#39;ossessione per la sicurezza e per l&#39;incolumità personale, produce effetti di tipo spaziale e psicologico, condizionando le pratiche quotidiane e la fisionomia della città stessa.<br>La seconda parte del lavoro, è dedicata alla città di Pisa. La prospettiva di analisi che ho scelto per descrivere la città è doppia e doppia è l&#39;identità della città che ne consegue. Da un lato affronto le politiche di gestione dello spazio pubblico (la &#34;stagione delle ordinanze&#34;, che riflette la tendenza nazionale tra il 2001 e il 2008) e gli strumenti di pianificazione urbana soffermandomi soprattutto sulla nascita dei quartieri periferici e la conseguente espulsione dei ceti popolari dal centro storico, fenomeno che è alla base di un processo di gentrificazione di alcune aree della città. In questa parte del lavoro uso perciò una prospettiva che definirei &#34;verticale&#34; che riguarda la gestione e la rappresentazione della città dall&#39;alto.<br>L’altra prospettiva di analisi che ho adottato per descrivere Pisa, è prevalentemente una prospettiva &#34;orizzontale&#34;, quella delle storie locali e delle geografie umane, delle narrazioni, attraverso interviste di profondità, racconti e mappe mentali, ricche di salienza intrinseca.<br>Nell&#39;ultima parte del lavoro proseguo la narrazione di Pisa raccontando di un&#39;&#34;umanità periferica&#34; nel centro cittadino. Dalla presenza del carcere Don Bosco percepita da alcuni intervistati come un&#39;anomalia perché visibile, nel cuore del tessuto cittadino, a Piazza delle Vettovaglie, una piazza poliedrica, uno spazio conteso tra istanze di ordine e controllo da parte dell&#39;amministrazione comunale e dei comitati anti-degrado di cittadini; e la presenza di coloro che effettivamente vivono quello spazio, che vi trascorrono quasi l&#39;intera giornata, quegli attori indesiderati, &#34;periferici&#34;, clochard, presunti spacciatori, soggetti considerati &#34;visibilmente pericolosi e crudeli&#34;. Attraverso interviste che si sono tradotte in vere e proprie narrazioni, sono emerse storie di una povertà che si presenta in forme non assolute, ma relative e multidimensionali, un disagio sociale che non troverà le sue risposte solamente in questioni di decoro e riqualificazione urbane. Nel quadro delle norme regionali in materia di &#34;sicurezza urbana&#34;, a partire dal 2001, è sempre presente il riferimento diretto alle azioni per la riqualificazione urbana dal punto di vista delle caratteristiche fisico-spaziali dello spazio pubblico (potenziamento di illuminazione e videosorveglianza), come una delle componenti necessarie per prevenire e combattere le manifestazioni che generano insicurezza, insicurezza che è diffusa, verso minacce che si dovrebbero temere, paura che è incertezza e ignoranza delle reali minacce [Bauman 2006].Le altre componenti riguardano l&#39;azione sociale e l&#39;azione di controllo e repressione.<br>Piazza delle Vettovaglie è lo spazio pubblico che rischia di morire. Uno spazio fatto di attori desiderati e di attori indesiderati, uno spazio di passaggio, di utenza e di consumo, regolamentato e denaturalizzato a suon di ordinanze. Quello che dovrebbe essere uno &#34;spazio sociale&#34; che dovrebbe essere caratterizzato da dinamiche relazionali, si trasforma in uno spazio regolamentato, prescrittivo, degli usi e consumi, un non-luogo, ove telecamere, polizie private e tutta una serie di super controlli caratterizzano questi luoghi dove per essere tranquillamente ammessi senza subire controlli, bisogna corrispondere a determinati requisiti.<br>
File