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Tesi etd-01142004-114603


Thesis type
Tesi di laurea vecchio ordinamento
Author
Martini, Michelangelo
URN
etd-01142004-114603
Title
Analisi strutturale ed assetto tettonico del Gruppo dei Monti Leoni (Toscana Meridionale)
Struttura
SCIENZE MATEMATICHE, FISICHE E NATURALI
Corso di studi
SCIENZE GEOLOGICHE
Commissione
relatore Montomoli, Chiara
relatore Carosi, Rodolfo
Parole chiave
  • ofioliti metamorfiche
  • verrucano
  • Monti Leoni
  • Toscana Meridionale
Data inizio appello
30/01/2004;
Consultabilità
parziale
Data di rilascio
30/01/2044
Riassunto analitico
Il rilevamento geologico e l’analisi strutturale alla meso e microscala, hanno permesso di definire l’assetto tettonico e l’analisi strutturale del Gruppo dei M. Leoni Toscana meridionale). Il Gruppo dei M. Leoni è costituito dalla sovrapposizione di più unità tettoniche. Nei settori centro-settentrionali dell’area studiata affiorano l’Unità Monticano-Roccastrada, la sovrastante Falda Toscana e l’Unità di Canetolo. Quest’ultima giace, mediante faglie normali ad alto angolo, sulle altre due unità. Nella porzione meridionale della zona rilevata, in corrispondenza del Poggio di Moscona, affiora, al di sotto della Falda Toscana, una ulteriore unità tettonica: il Complesso Calcareo con Ofioliti. Nell’Unità Monticano-Roccastrdada e nella Falda Toscana, è stata riconosciuta una tettonica polifasica, caratterizzata dalla presenza di tre fasi deformative duttili principali (D1, D2 e D3). La fase tettonica D1 rappresenta l’evento deformativo principale, e determina la formazione di pieghe (F1) isoclinali coricate, con vergenza orientale, a cui si associano laminazione dei fianchi e lo sviluppo di una foliazione di piano assiale (S1). Le fasi tettoniche D” e D3 portano rispettivamente alla formazione di blande pieghe chilometriche a piano assiale verticale (F2), non associate allo sviluppo di alcuna foliazione, ed alla crenulazione delle precedenti superfici tettoniche e stratigrafiche. Le pieghe F3 mostrano vergenze sia verso E che verso W, e sono associate allo sviluppo di una superficie di crenulazione parallela al loro piano assiale (S3). Il rilevamento geologico e le analisi condotte sull’indice di cristallinità dell’illite nel Verrucano dell’Unità Monticano-Roccastrada, permettono di escludere, nel Gruppo dei M. Leoni, lo sviluppo dei fenomeni di raddoppio tettonico alla scala regionale osservati, poco più a nord, nelle Dorsale Monticano.Roccastrada. Una fase tettonica estensionale a carattere fragile si sovrappone alle strutture plicative formate precedentemente, determinando lo sviluppo di una configurazione ad horst e graben. Questa fase tettonica è responsabile delle frequenti riduzioni delle successioni meso-cenozoiche toscane, e della giacitura diretta dell’Unità di Canetolo sull’Unità Monticano-Roccastrada e sulla Falda Toscana. Mentre la Falda Toscana è caratterizzata da un metamorfismo polifasico, caratterizzato da una prima fase di alta pressione, seguita da una fase di retrocessione in facies scisti verdi, che oblitera più o meno intensamente le paragenesi precedentemente sviluppate. Le differenze di pressione esistenti tra l’Unità Monticano-Roccastrada e la Falda Toscana inducono a prevedere, almeno per le prime fasi collisionali, un’evoluzione tettonico-strutturale indipendente per queste due unità. Durante la fase D1, mentre l’Unità Monticano-Roccastrada raggiunge profondità più elevate, tali da poter permettere lo sviluppo di processi metamorfici di alta pressione, la Falda Toscana viene deformata a livelli strutturali superficiali, sviluppando paragenesi di bassissimo grado metamorfico. Con la successiva fase di esumazione, l’Unità Monticano-Roccastrada risale verso livelli strutturali più superficiali, interponendosi tra le unità tettoniche più esterne, al letto, e la Falda Toscana al tetto. Il Complesso Calcareo con Ofioliti mostra strette analogie con le unità di Cala Grande e di Cala Piatti del M.Argentario. Nel CCO è stato riconosciuto un metamorfismo polifasico, caratterizzato da un evento di alta pressione, a cui segue una fase di retrocessione in facies scisti verdi. Sembra, quindi, piuttosto verosimile che, duramte la subduzione, anche questo complesso tettonico, sia stato trascinato a profondità elevate, tali da consentire lo sviluppo delle associazioni mineralogiche di alta pressione, e successivamente risalito verso livelli strutturali superficiali, in seguito all’attivazione di processi di riesumazione.
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