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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-11262009-171645


Tipo di tesi
Tesi di laurea specialistica
Autore
MANCUSI, CATERINA
URN
etd-11262009-171645
Titolo
Ruolo della chemochina CXCL11 e sua modulazione nell'Oftalmopatia di Graves
Dipartimento
SCIENZE MATEMATICHE, FISICHE E NATURALI
Corso di studi
SCIENZE E TECNOLOGIE BIOMOLECOLARI
Relatori
correlatore Prof. Paolicchi, Aldo
correlatore Dott.ssa Moschini, Roberta
relatore Prof. Antonelli, Alessandro
Parole chiave
  • chemochina
  • oftalmopatia
  • PPARgamma
Data inizio appello
14/12/2009
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
14/12/2049
Riassunto
Le chemochine sono costituite da diverse famiglie di proteine a basso peso molecolare che inducono chemotassi di specifici leucociti. La famiglia delle chemochine può essere distinta in quattro sottoclassi caratterizzate da due a quattro residui cisteinici altamente conservati nella sequenza della molecola. Le due famiglie principali di chemochine sono rappresentate dalle alpha-chemochine (CXC-chemochine) e beta-chemochine (CC-chemochine). Le alpha-chemochine presentano due residui cisteinici NH2-terminali tra loro separati da un amminoacido non conservato (X).
Le chemochine esprimono svariate funzioni e sono prodotte da una grande varietà di tipi cellulari generalmente coinvolti nelle risposte flogistiche.
In letteratura risulta un coinvolgimento delle alpha-chemochine, in particolare CXCL10/IP-10, nelle fasi iniziali di Oftalmopatia di Graves (GO). Nella presente tesi abbiamo dimostrato il coinvolgimento della chemochine CXCL11 in colutre cellulari primarie di tireociti, firoblasti retrorbitali e preadipociti preadipociti retrorbitali ottenuti da pazienti affetti da GO.
E' stato dimostrato che la secrezione di CXCL11 nelle colture primarie di questi tipi cellulari, assente in condizioni basali, viene attivata attraverso la stimolazione sinergica di IFNgamma e TNFalpha. Questo risultato suggerisce che in vivo la produzione di IFNgamma e TNFalpha da parte di linfociti T-helper 1, stimolando la produzione di chemochine nel sito d'infiammazione (l'orbita del paziente con GO), può contribuire alla iniziazione e perpetuazione del processo autoimmune attraverso il richiamo di altri linfociti T-helper 1. Si è, inoltre, dimostrato che la produzione delle CXC-chemochine (CXCL10 e CXCL11) viene inibita in maniera dose-dipendente a concentrazioni crescenti attraverso il trattamento delle cellule primarie con PPARgamma agonisti quali Rosiglitazone e Pioglitazone. L'effetto inibitorio della CXCL11 da parte dei PPARgamma attivatori avviene attraverso l'attivazione di fattori di trascrizione come NF-kB ed ERK 1 e 2.

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