Tesi etd-11112025-160700 |
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Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
MAGGIO, EVA
URN
etd-11112025-160700
Titolo
«Ricordati di me»: Contrasto allo Stigma e Supporto per i Caregiver di Persone con Malattia di
Alzheimer, un approccio di Psicologia di Comunità.
Dipartimento
SCIENZE POLITICHE
Corso di studi
GESTIONE E INNOVAZIONE DEI SERVIZI SOCIALI, IMPRENDITORIALITA' SOCIALE E MANAGEMENT DEL TERZO SETTORE
Relatori
relatore Martini, Elvio
Parole chiave
- advocacy
- advocacy
- Alzheimer
- asset-based community development (ABCD)
- asset-based community development (ABCD)
- caregiver
- caregiver burden
- caregivers
- carico del caregiver
- co-design
- co-progettazione
- community psychology
- comunità amica della demenza (DFC)
- contesto di vita
- context of daily life
- dementia friendly communities (DFC)
- discrimination
- discriminazione
- doppio carico
- double burden
- empowerment
- empowerment
- family resilience
- informal support
- integrazione socio-sanitaria.. Alzheimer's disease
- mappatura delle risorse
- prossimità
- proximity
- psicologia di comunità
- resilienza familiare
- resource mapping
- responsabilità condivisa
- reti sociali
- shared responsibility
- social networks
- social stigma
- socio-health integration.
- stigma sociale
- supporto informale
Data inizio appello
01/12/2025
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
01/12/2095
Riassunto
La presente tesi si concentra sulla sfida di sostenere le famiglie e i caregiver di persone affette dalla Malattia di Alzheimer, un tema che viene analizzato prendendo spunto dai principi della Psicologia di Comunità intesa come supporto e quadro di riferimento per l'intervento. L'obiettivo primario del lavoro è superare la visione assistenzialistica tradizionale, focalizzando l'analisi sul contesto di vita quotidiana e sulle dinamiche relazionali informali, dove si annidano i bisogni più urgenti e meno intercettati dal sistema formale. L'indagine è guidata da uno sguardo profondamente empatico, riconoscendo il doppio carico del caregiver — il trauma emotivo di non essere riconosciuto e l'estenuante fatica pratica della vigilanza continua— come la principale sfida alla sostenibilità della cura.
L'approccio metodologico si basa sull'applicazione critica degli strumenti della Psicologia di Comunità, quali l'Analisi dei Bisogni e l'Asset-Based Community Development (ABCD), per mappare non solo i servizi, ma anche la coesione sociale di prossimità (il ruolo del vicino di casa). Il lavoro evidenzia che la vulnerabilità del caregiver è amplificata dalla presenza di stigma, giudizio e discriminazione all'interno della comunità, un fenomeno che impone un intervento che trasformi il contesto da fonte di critica a spazio di supporto attivo.
Attraverso l'analisi delle reti informali e l'azione di advocacy delle associazioni, la tesi dimostra che la vera resilienza familiare si costruisce promuovendo una cultura di cura diffusa. Modelli di successo come le Dementia Friendly Communities (DFC) e i percorsi di co-progettazione sono presentati come pratiche in grado di tradurre il diritto alla dignità e all'assistenza in azioni concrete, superando l'isolamento. Si conclude che la Psicologia di Comunità fornisce il frame essenziale per un cambiamento di paradigma, spostando la responsabilità della cura da un peso individuale a un atto di responsabilità collettiva che garantisca equità e riconoscimento nel contesto abitativo.
Inglese: This thesis focuses on the challenge of supporting families and caregivers of people affected by Alzheimer's Disease, a topic that is analyzed by drawing inspiration from the principles of Community Psychology, intended as support and a framework for intervention. The primary objective of this work is to move beyond a traditional welfare perspective, focusing the analysis on the context of daily life and informal relational dynamics, where the most urgent and least addressed needs by the formal system lie. The investigation is guided by a deeply empathetic perspective, recognizing the double burden on the caregiver—the emotional trauma of non-recognition and the exhausting practical fatigue of continuous vigilance—as the main challenge to the sustainability of care.
The methodological approach is based on the critical application of Community Psychology tools, such as Needs Assessment and Asset-Based Community Development (ABCD), to map not only services but also neighborhood social cohesion (the role of the neighbor). The work highlights that the caregiver's vulnerability is amplified by the presence of stigma, judgment, and discrimination within the community, a phenomenon that requires intervention to transform the context from a source of criticism into a space of active support.
Through the analysis of informal networks and the advocacy of associations, the thesis demonstrates that true family resilience is built by promoting a widespread culture of care. Successful models such as Dementia Friendly Communities (DFC) and co-design pathways are presented as practices capable of translating the right to dignity and assistance into concrete actions, overcoming isolation. It is concluded that Community Psychology provides the essential framework for a paradigm shift, moving the responsibility of care from an individual burden to an act of collective responsibility that guarantees equity and recognition within the residential context.
L'approccio metodologico si basa sull'applicazione critica degli strumenti della Psicologia di Comunità, quali l'Analisi dei Bisogni e l'Asset-Based Community Development (ABCD), per mappare non solo i servizi, ma anche la coesione sociale di prossimità (il ruolo del vicino di casa). Il lavoro evidenzia che la vulnerabilità del caregiver è amplificata dalla presenza di stigma, giudizio e discriminazione all'interno della comunità, un fenomeno che impone un intervento che trasformi il contesto da fonte di critica a spazio di supporto attivo.
Attraverso l'analisi delle reti informali e l'azione di advocacy delle associazioni, la tesi dimostra che la vera resilienza familiare si costruisce promuovendo una cultura di cura diffusa. Modelli di successo come le Dementia Friendly Communities (DFC) e i percorsi di co-progettazione sono presentati come pratiche in grado di tradurre il diritto alla dignità e all'assistenza in azioni concrete, superando l'isolamento. Si conclude che la Psicologia di Comunità fornisce il frame essenziale per un cambiamento di paradigma, spostando la responsabilità della cura da un peso individuale a un atto di responsabilità collettiva che garantisca equità e riconoscimento nel contesto abitativo.
Inglese: This thesis focuses on the challenge of supporting families and caregivers of people affected by Alzheimer's Disease, a topic that is analyzed by drawing inspiration from the principles of Community Psychology, intended as support and a framework for intervention. The primary objective of this work is to move beyond a traditional welfare perspective, focusing the analysis on the context of daily life and informal relational dynamics, where the most urgent and least addressed needs by the formal system lie. The investigation is guided by a deeply empathetic perspective, recognizing the double burden on the caregiver—the emotional trauma of non-recognition and the exhausting practical fatigue of continuous vigilance—as the main challenge to the sustainability of care.
The methodological approach is based on the critical application of Community Psychology tools, such as Needs Assessment and Asset-Based Community Development (ABCD), to map not only services but also neighborhood social cohesion (the role of the neighbor). The work highlights that the caregiver's vulnerability is amplified by the presence of stigma, judgment, and discrimination within the community, a phenomenon that requires intervention to transform the context from a source of criticism into a space of active support.
Through the analysis of informal networks and the advocacy of associations, the thesis demonstrates that true family resilience is built by promoting a widespread culture of care. Successful models such as Dementia Friendly Communities (DFC) and co-design pathways are presented as practices capable of translating the right to dignity and assistance into concrete actions, overcoming isolation. It is concluded that Community Psychology provides the essential framework for a paradigm shift, moving the responsibility of care from an individual burden to an act of collective responsibility that guarantees equity and recognition within the residential context.
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