Tesi etd-11072025-100631 |
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Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
MERLI, ELIA
URN
etd-11072025-100631
Titolo
Esketamina intranasale nei disturbi dell'umore: uno studio pilota sugli effetti cognitivi, neurofisiologici, qualità del sonno e coscienza
Dipartimento
PATOLOGIA CHIRURGICA, MEDICA, MOLECOLARE E DELL'AREA CRITICA
Corso di studi
PSICOLOGIA CLINICA E SCIENZE COMPORTAMENTALI
Relatori
relatore Prof.ssa Orrù, Graziella
Parole chiave
- cognizione
- coscienza.
- esketamina
- rapidità
- umore
Data inizio appello
26/11/2025
Consultabilità
Completa
Riassunto
L’esketamina intranasale rappresenta una delle innovazioni più recenti e significative nel trattamento dei disturbi dell’umore, offrendo nuove prospettive terapeutiche per quei pazienti che non rispondono in modo soddisfacente ai trattamenti antidepressivi convenzionali. L’interesse per questa molecola nasce dal suo particolare meccanismo d’azione, che coinvolge il sistema glutammatergico ed in particolare l’antagonismo sui recettori NMDA con conseguente incremento della neuroplasticità e della connettività sinaptica. Questi effetti, osservabili già a breve termine, suggeriscono un potenziale ruolo dell’esketamina nel migliorare non solo l’umore, ma anche il funzionamento globale.
Il presente studio pilota si inserisce in tale contesto di ricerca con l’obiettivo di indagare gli effetti dell’esketamina intranasale su diversi domini psicologici e neurobiologici: le funzioni cognitive, la qualità del sonno, l’attività neurofisiologica e la coscienza. Il campione è costituito da due pazienti con diagnosi di disturbo bipolare in fase depressiva e con documentata farmacoresistenza, sottoposti a trattamento con esketamina intranasale in associazione alla terapia standard. Ciascun partecipante è stato valutato attraverso una batteria di test neuropsicologici, scale psicometriche e misurazioni neurofisiologiche condotte in tre momenti: prima, durante e dopo il ciclo di somministrazione.
I risultati emersi sono eterogenei e indicano un quadro complesso. Il primo paziente ha mostrato un miglioramento significativo delle performance cognitive, in particolare nelle funzioni esecutive e attentive, accompagnato tuttavia da un lieve peggioramento del tono dell’umore. Il secondo paziente, al contrario, ha evidenziato un andamento più variabile dal punto di vista cognitivo, con miglioramenti in alcuni ambiti e lievi peggioramenti in altri, ma con un netto miglioramento clinico dell’umore e della qualità del sonno.
Questi dati, pur limitati dal numero esiguo di casi, suggeriscono che l’esketamina possa esercitare un effetto modulatore complesso, capace di influenzare in modo differenziato i processi cognitivi e l’umore a seconda della sensibilità individuale, delle caratteristiche neurobiologiche e della fase clinica del disturbo. In tal senso, lo studio conferma l’interesse crescente verso l’esketamina come potenziale strumento terapeutico innovativo nei disturbi dell’umore resistenti e apre la strada a ulteriori ricerche sperimentali, necessarie per chiarirne i meccanismi d’azione, i correlati neurofisiologici e l’impatto sul funzionamento globale e sulla qualità di vita dei pazienti bipolari.
Il presente studio pilota si inserisce in tale contesto di ricerca con l’obiettivo di indagare gli effetti dell’esketamina intranasale su diversi domini psicologici e neurobiologici: le funzioni cognitive, la qualità del sonno, l’attività neurofisiologica e la coscienza. Il campione è costituito da due pazienti con diagnosi di disturbo bipolare in fase depressiva e con documentata farmacoresistenza, sottoposti a trattamento con esketamina intranasale in associazione alla terapia standard. Ciascun partecipante è stato valutato attraverso una batteria di test neuropsicologici, scale psicometriche e misurazioni neurofisiologiche condotte in tre momenti: prima, durante e dopo il ciclo di somministrazione.
I risultati emersi sono eterogenei e indicano un quadro complesso. Il primo paziente ha mostrato un miglioramento significativo delle performance cognitive, in particolare nelle funzioni esecutive e attentive, accompagnato tuttavia da un lieve peggioramento del tono dell’umore. Il secondo paziente, al contrario, ha evidenziato un andamento più variabile dal punto di vista cognitivo, con miglioramenti in alcuni ambiti e lievi peggioramenti in altri, ma con un netto miglioramento clinico dell’umore e della qualità del sonno.
Questi dati, pur limitati dal numero esiguo di casi, suggeriscono che l’esketamina possa esercitare un effetto modulatore complesso, capace di influenzare in modo differenziato i processi cognitivi e l’umore a seconda della sensibilità individuale, delle caratteristiche neurobiologiche e della fase clinica del disturbo. In tal senso, lo studio conferma l’interesse crescente verso l’esketamina come potenziale strumento terapeutico innovativo nei disturbi dell’umore resistenti e apre la strada a ulteriori ricerche sperimentali, necessarie per chiarirne i meccanismi d’azione, i correlati neurofisiologici e l’impatto sul funzionamento globale e sulla qualità di vita dei pazienti bipolari.
File
| Nome file | Dimensione |
|---|---|
| Tesi_Mag...Merli.pdf | 4.39 Mb |
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