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Tesi etd-09272010-185016
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Tipo di tesi Tesi di laurea specialistica LC6
Autore GUERRI, VALENTINA
URN etd-09272010-185016
Titolo Approccio endoscopico transfenoidale per la terapia chirurgica della patologia sfenoidale e sellare
Settore scientifico disciplinare MEDICINA E CHIRURGIA, FACOLTA'
Corso di studi MEDICINA E CHIRURGIA
Commissione
Nome Commissario Qualifica
Prof. Luca Muscatello relatore
Parole chiave
  • fistole liquorali
  • adenomi ipofisari
  • cisti della tasca di Ratkhe
  • approccio chirurgico endoscopico transfenoidale
Data inizio appello 2010-10-19
Disponibilità mixed
Data di rilascio2050-10-19
Riassunto analitico

Il presente studio si basa su una coorte di 57 pazienti selezionati tra tutti quelli trattati mediante approccio endoscopico trasfenoidale alla regione sellare e sfenoidale presso l’U.O. di Otorinolaringoiatria Universitaria di Pisa nel periodo compreso tra Giugno 2008 e Luglio 2010.
Dei 57 pazienti oggetto di questo studio 45 (79%) erano affetti da adenoma ipofisario, 6 (11%) da fistole rinoliquorali, 3 (5%) da cisti della tasca di Rathke e 1 (2%) da cisti aracnoidea.
Nei restanti 2 casi (4%) l'approccio endoscopico transfenoidale è stato utilizzato per effettuare delle biopsie ipofisarie.
In tutti i casi presi in esame l’intervento chirurgico è stato eseguito utilizzando la tecnica endoscopica a quattro mani, passando attraverso entrambe le fosse nasali.
Dei pazienti trattati per adenoma ipofisario, 30 presentavano macroadenomi, il 56,7% dei quali determinava un deficit visivo o campimetrico. In tutti vi era l’associazione di insufficienza adenoipofisaria di grado variabile. Nessun paziente ha avuto un peggioramento dei disturbi visivi.
Nel 10,5% dei casi, raggruppati soprattutto tra i primi interventi eseguiti, una lesione meningea intraoperatoria ha condotto a liquorrea postoperatoria che ha reso necessario un reintervento per la riparazione della fistola.
Il primo controllo RMN post-operatorio è stato attuato 3-4 mesi dopo l’intervento. I controlli seguenti hanno avuto un cadenza annuale. Un paziente è uscito dallo studio durante il follow-up.
Nel sottogruppo dei pazienti trattati per la riparazione della fistola rinoliquorale il tasso di successo al primo intervento è stato dell'83,3%.
Complessivamente, nella nostra casistica l'approccio endoscopico ha dato ottimi risultati, infatti in 36 pazienti è stata possibile la rimozione totale della patologia, in 9 casi nonostante una rimozione subtotale e quindi la presenza di un residuo post-operatorio, si è ottenuta la decompressione del chiasma ottico con conseguente miglioramento del deficit visivo e campimetrico.
Finora non ci sono state recidive dei tumori radicalmente resecati.
Nella coorte dei 57 pazienti oggetto di questo studio, durante il decorso post-operatorio non si sono registrati casi di epistassi tardiva né di stenosi respiratoria, inoltre in nessun paziente è stato necessario un tamponamento nasale né si sono avute complicanze rinosinusali.
Si è verificato l'exitus di un solo paziente a causa di un infarto del tronco encefalico, peraltro non imputabile direttamente all'intervento chirurgico endoscopico.
Dalla presente casistica emerge che l'approccio endoscopico tran sfenoidale nelle mani di chirurghi esperti presenta un'elevata affidabilità e sicurezza, dimostrata dall'esigua percentuale di complicanze verificatesi.
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