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Tesi etd-09082011-181558
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Tipo di tesi Tesi di laurea magistrale
Autore MARATONA, ENRICO
URN etd-09082011-181558
Titolo Effetti di lungo periodo dell'avvicendamento e della concimazione azotata sulla produttivita del frumento
Settore scientifico disciplinare AGRARIA, FACOLTA'
Corso di studi PRODUZIONI AGROALIMENTARI E GESTIONE DEGLI AGROECOSISTEMI
Commissione
Nome Commissario Qualifica
Prof. Enrico Bonari relatore
Parole chiave
  • avvicendamento
  • lungo periodo
  • concimazione azotata
  • produzione granella
  • frumento
Data inizio appello 2011-10-03
Disponibilità mixed
Data di rilascio2051-10-03
Riassunto analitico
Introduzione: Uno dei principali obiettivi della ricerca agronomica è quello di identificare modelli produttivi sostenibili che, nel lungo periodo, siano capaci di garantire, da un lato, produzioni alimentari adeguate e redditi soddisfacenti e, dall’altro, di conservare la fertilità agronomica dei suoli e, più in generale, le risorse naturali limitanti.
Obiettivo: Il presente lavoro ha l’obiettivo di valutare gli effetti dell’avvicendamento e della fertilizzazione azotata sulla produttività del frumento e sui principali parametri chimici del suolo tramite l’utilizzo di appositi indicatori.
Materiali e metodi: La ricerca si è inserita in una prova agronomica di lungo periodo in corso presso il Centro Interdipartimentale di Ricerche Agro-Ambientali “Enrico Avanzi” dell’Università di Pisa (CIRAA), che, a partire dal 1990, pone a confronto due avvicendamenti triennali e uno biennale, comprendenti frumento, mais e soia a diversi livelli di fertilizzazione azotata. In particolare, la valutazione della sostenibilità agronomica delle pratiche agricole in esame ha riguardato gli aspetti produttivi del frumento in avvicendamento, l’efficienza della concimazione azotata e la fertilità del suolo, con particolare attenzione all’evoluzione della sostanaza organica e all’andamento dell’azoto nel lungo periodo.
Risultati: Dall’analisi dei parametri produttivi, ottenuta confrontando i tre avvicendamenti, è emerso che il frumento in avvicendamento biennale con mais ha prodotto le rese granellari più basse rispetto a quello inserito nell’avvicendamento triennale con mais e mais (-1,16%) e, soprattutto, rispetto al frumento avvicendato con mais e soia (-14,48%). Andamenti del tutto analoghi si sono osservati per i restanti indicatori della produzione (produzione di paglia e biomassa totale). Infatti, rispetto all’avvicendamento biennale mais-frumento, il triennale mais-mais-frumento e, in maniera più marcata, quello mais-soia-frumento hanno consentito aumenti sia nella produzione di paglia (2,61% e 21,06%, rispettivamente) sia in quella di biomassa totale (0,72% e 20,10%, rispettivamente). Analizzando gli effetti prodotti dalla dose di azoto sulle prestazioni produttive del frumento, le produzioni più basse si sono osservate nelle parcelle prive di concimazione azotata (dose zero di azoto, parcelle testimone). Di contro, apportando 100 kg di azoto ad ettaro si sono registrati aumenti nella produzione di granella, biomassa totale e paglia del 76,27%, 75,28% e del 96,22%, rispettivamente. L’effetto derivante dalla fertilizzazione è stato più marcato nelle parcelle che hanno ricevuto la massima dose di azoto (corrispondente a 200 kg di azoto per ettaro) a confronto con le parcelle testimone, con aumenti nella produzione di granella, biomassa totale e paglia di 90,97%, 93,31% e 148,90%, rispettivamente. Considerando l’efficienza di utilizzazione della fertilizzazione azotata, i migliori risultati sono stati ottenuti nell’avvicendamento biennale mais-frumento concimato con 100 kg di azoto ad ettaro (37%), mentre il valore più negativo si è osservato nell’avvicendamento triennale mais-soia-frumento concimato con 200 kg di azoto ad ettaro (circa 12%). Per quanto riguarda i parametri della fertilità chimica del terreno si è registrata una certa stabilità nel tempo del pool di sostanza organica e del contenuto di azoto totale nel suolo.
Conclusioni: complessivamente, dal punto di vista produttivo, l’avvicendamento mais-soia-frumento sembra garantire le migliori prestazioni, grazie alla fissazione azotata operata dalla leguminosa, con conseguente riduzione dell’efficienza di utilizzazione della fertilizzazione minerale. Valutando l’effetto prodotto da dosi crescenti di azoto si registra una correlazione positiva con le rese ottenute, ma le rispettive efficienze di utilizzazione presentano andamenti opposti. Infine, l’interazione avvicendamento x dose di azoto sembra non influire significativamente sulla fertilità del suolo, che rimane pressochè stabile.
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