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Tesi etd-09052006-110429
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Tipo di tesi Tesi di laurea specialistica
Autore Rossi, Sara
Indirizzo email rossisara80@yahoo.it
URN etd-09052006-110429
Titolo Le cheratocongiuntiviti del puledro: review della letteratura e dell'esame della flora micotica in puledri sani.
Settore scientifico disciplinare MEDICINA VETERINARIA, FACOLTA'
Corso di studi MEDICINA VETERINARIA
Commissione
Nome Commissario Qualifica
Francesca Mancianti Relatore
Micaela Sgorbini Relatore
Parole chiave
  • cheratomicosi
  • flora micotica congiuntivale
  • esame colturale
  • puledro
  • cavallo.
Data inizio appello 2006-09-22
Disponibilità mixed
Data di rilascio2046-09-22
Riassunto analitico
Le patologie corneali sono molto comuni nel cavallo e sembrano essere più frequenti nei neonati piuttosto che negli adulti. Il cavallo alla nascita è precoce; gli occhi e gli annessi sono sì pienamente sviluppati, ma in un puledro appena nato spesso vi è ridotta secrezione lacrimale, ridotta sensibilità corneale, mancanza del riflesso di minaccia fino a due settimane d’età e lagoftalmo. Nei puledri sono di comune riscontro sia erosioni corneali persistenti non infettive, sia cheratiti (batteriche o micotiche); le erosioni persistenti della cornea possono andare incontro a sovrainfezione da parte di batteri o funghi. Secondo le nostre conoscenze, non sono disponibili dati riguardanti la normale flora micotica in puledri sani. Scopo della presente tesi è valutare la presenza di miceti nel fornice congiuntivale di 63 puledri appena nati, eseguendo esami colturali, durante il primo mese di vita. Sono stati inoltre eseguiti esami micologici sul materiale prelevato dal fornice congiuntivale delle 63 fattrici e su parte di esse sono stati eseguiti esami micologici su liquido amniotico, su tamponi vaginali e della mammella al momento del parto per valutare possibili contaminazioni fungine del puledro. I puledri sono risultati positivi nel 28,6% dei casi a T0, nel 36,7% a T24h, nel 16,1% a T48h, nel 24,5% a T7, nel 32,9% a T14 e nel 25% dei casi a T28. Le fattrici sono invece risultate positive al tampone oculare nel 36,5% dei casi a T0, nel 56,7% a T24h, nel 46,7% a T48h, nel 50% a T7, nel 79,2% a T14 e nel 45,4% dei casi a T28. Il 18,7% delle fattrici è risultata inoltre positiva alla ricerca di miceti nel liquido amniotico, il 12,5% al tampone vaginale e il 56,25% al tampone eseguito sulla cute della mammella. Da questi campioni sono stati isolati lieviti e funghi filamentosi, rappresentati prevalentemente da contaminanti ambientali. Analisi statistiche non hanno dimostrato differenze significative tra la micoflora presente nel sacco congiuntivale delle fattrici e dei puledri e tra i diversi prelievi eseguiti sullo stesso animale. Sembra inoltre che non vi sia continuità nell’isolamento dei miceti e che questo, quindi, è da ritenersi presenza occasionale di miceti derivanti dall’ambiente; è stato dimostrato inoltre che questa contaminazione si stabilisce fin dalla nascita.
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