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Tesi etd-08312010-165122
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Tipo di tesi Tesi di laurea specialistica LC6
Autore MOSA, SILVIA
URN etd-08312010-165122
Titolo Risultati di un programma di gestione dello Scompenso Cardiaco in Lunigiana.
Settore scientifico disciplinare MEDICINA E CHIRURGIA, FACOLTA'
Corso di studi MEDICINA E CHIRURGIA
Commissione
Nome Commissario Qualifica
Prof. Rita Mariotti relatore
Parole chiave
  • scompenso cardiaco
  • percorsi assistenziali
  • Lunigiana
  • ottimizzazione terapeutica
Data inizio appello 2010-09-21
Disponibilità mixed
Data di rilascio2050-09-21
Riassunto analitico
Lo scopo della tesi è stato quello di valutare l’impatto di un programma di management integrato Ospedale/Territorio per la cura e la gestione dello Scompenso Cardiaco in Lunigiana, ovvero in un territorio ad alta prevalenza di popolazione anziana ed a relativa complessità ambientale.
La ricerca dei pazienti con scompenso cardiaco nella zona in questione si è avvalsa di due criteri: la valutazione del numero di ospedalizzazioni per tale patologia (ovvero per DRG 127), e soprattutto l’identificazione dei soggetti con almeno 65 anni di età, a cui fosse stata prescritta la Furosemide abbinata ad almeno un altro farmaco: Glicosidi Cardiaci, Betabloccanti, Ace-inibitori o Sartani ed Antialdosteronici.
Tale ricerca ha consentito di individuare in Lunigiana 799 pazienti affetti da scompenso cardiaco (5.5%); dal Gennaio 2008 vengono svolte visite cardiologiche specialistiche presso i Presidi Ospedalieri di Fivizzano e Pontremoli, e sono stati fin qui inseriti nel programma di arruolamento 185 pazienti (98 uomini e 87 donne) con età mediana di 79.97 aa. Durante il follow-up si sono registrati 28 decessi (15.14% della popolazione), 18 uomini (18.4%) e 10 donne (11.5%), p NS.
Analizzando le caratteristiche della popolazione arruolata, si sono evidenziate differenze significative per quanto riguarda la prevalenza di cardiopatia ischemica, maggiore negli uomini (p=0.014), e di valvulopatia mitralica, maggiore nelle donne (p=0.009). La popolazione in esame ha mostrato un’altissima percentuale di comorbidità, soprattutto per quanto concerne l’IRC (64% di pazienti con stadio≥III), l’Iperuricemia (49%), l’Anemia (47%), la BPCO (41%) ed il Diabete Mellito (35%), con una differenza significativa tra i due sessi solo per quanto riguarda la prevalenza di BPCO, maggiore negli uomini (p=0.005).
Uno degli scopi del programma è stato quello di ottimizzare la terapia medica dei pazienti scompensati: i farmaci sui quali l’intervento specialistico ha giocato un ruolo maggiore sono i β-bloccanti, passati da 53 a 77 % (p<0.0001) e ACE-inibitori e Sartanici (p=0.02), ottendendo una ottimizzazione della terapia farmacologica in oltre il 50% della popolazione arruolata.
La valutazione clinica della classe funzionale NYHA ha consentito di registrare un valore medio della NYHA, all’inizio del programma, di 2,7 ± 0,4, ed una riduzione statisticamente significativa (p=0.01) al follow-up con un valore medio di 2,4 ± 0,5. La sopravvivenza a 6, 12 e 18 mesi è risultata maggiore nei pazienti che al momento dell’arruolamento presentavano una classe funzionale NYHA IIa/IIb, rispetto a quelli con classe III/IV, che presentano perciò un tasso di mortalità maggiore (p=0.0002).
A conferma dell’efficacia del programma messo in atto, si è osservata inoltre una riduzione statisticamente significativa (p<0.0001) dei ricoveri ospedalieri, passando da un tasso annuo del 22.9 % nei due anni antecedenti l’inizio del programma a un tasso del 4.3 % durante la realizzazione del programma.
Infine la sopravvivenza della popolazione oggetto di studio è risultata essere del 91.7% a 6 mesi, dell’84.6% a 12 mesi, e del 77.4% a distanza di 18 mesi; la mortalità è dunque relativamente bassa rispetto a quella riportata dalla Letteratura, anche per quanto riguarda le classi funzionali più avanzate.
Concludendo, il programma di gestione dello Scompenso Cardiaco messo fin qui in atto è stato in grado di definire la prevalenza di tale patologia in Lunigiana, e di delineare le caratteristiche della popolazione arruolata; inoltre si è ottenuta una significativa riduzione di riospedalizzazioni per Scompenso e un’ottimizzazione del regime terapeutico in più del 50% dei pazienti.
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