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Tesi etd-07212010-101859
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Tipo di tesi Tesi di laurea specialistica LC5
Autore RIGGIO, FRANCESCA
URN etd-07212010-101859
Titolo Endoparassitosi in cani e gatti della Toscana e valutazione dell'efficacia del trattamento antielmintico
Settore scientifico disciplinare MEDICINA VETERINARIA, FACOLTA'
Corso di studi MEDICINA VETERINARIA
Commissione
Nome Commissario Qualifica
Prof. Stefania Perrucci relatore
Prof. Riccardo Mannella correlatore
Dott. Maurizio Mazzei correlatore
Prof. Luigi Intorre controrelatore
Parole chiave
  • antielmintici
  • fattori di rischio
  • zoonosi
  • cani e gatti
  • endoparassitosi
Data inizio appello 2010-09-17
Disponibilità mixed
Data di rilascio2050-09-17
Riassunto analitico
Gli endoparassiti, elminti e protozoi, sono importanti patogeni del cane e del gatto e comprendono specie responsabili di zoonosi. Il monitoraggio, il trattamento e le misure igieniche atte a ridurre la contaminazione ambientale rappresentano i punti fondamentali del controllo di numerose endoparassitosi. Nel caso di Ancylostoma caninum, sono però stati recentemente riportati casi di antielmintico-resistenza. La valutazione della prevalenza di alcune endoparassitosi in cani e gatti della Toscana e l’identificazione dei potenziali fattori di rischio hanno rappresentato gli obiettivi principali di questo studio. Nel caso di alcune elmintosi è stata inoltre valutata l’efficacia del trattamento antielmintico. Nel periodo tra gennaio 2008 e luglio 2010 sono stati raccolti un totale di 81 campioni fecali di gatto e 239 di cane da animali asintomatici (205 cani e 75 gatti) e da animali che presentavano sintomi gastroenterici o respiratori (34 cani e 6 gatti). I campioni sono stati esaminati sia macroscopicamente, per la ricerca di proglottidi e frammenti di parassiti, che microscopicamente per flottazione, con il metodo di Baermann e con l’ allestimento di strisci a fresco e colorati. Per la ricerca di Giardia e Cryptosporidium è stato inoltre utilizzato un Kit ELISA commerciale. Gli Ancilostomidi sono stati identificati a livello di specie sulla base della morfologia delle larve di 3° stadio ottenute dall’allestimento di coprocolture. È stata calcolata la prevalenza di ciascun endoparassita isolato. Inoltre, i dati ottenuti sono stati analizzati mediante test del 2 con la correzione di Yates e test di Fisher e l’età, il sesso, la specie, la razza, la presenza o assenza di sintomi rappresentavano le variabili. Per la valutazione dell’efficacia del trattamento antielmintico, sono stati raccolti 32 campioni fecali di cane e 17 di gatto infestati da elminti (ancilostomidi, ascaridi e tricocefali) prima del trattamento (giorno 0) e 14 giorni dopo il trattamento (giorno 14) ed esaminati mediante tecnica quantitativa con camera McMaster con sensibilità di 50 UPG (valore medio di 3 ripetizioni per ogni campione). Gli animali sono stati trattati con antielmintici commerciali prescritti ed in molti casi somministrati dai medici veterinari. L’efficacia del farmaco antielmintico è stata determinata calcolando, per ogni animale trattato, la percentuale di riduzione della conta fecale delle uova dopo il trattamento. Complessivamente 31,4% dei cani e 34,6% dei gatti sono risultati infestati. Toxocara canis (13%), Toxascaris leonina (1,7%), Trichuris vulpis (3,3%), Ancylostoma caninum (2%), Strongyloides stercoralis (0,8%), Angiostrongylus vasorum (0,4%) e tenidi (0,4%) sono stati isolati nei cani, mentre Toxocara cati (22,2%), Capillaria spp. (1,2%), Ancylostoma tubaeformae (1,2%), Aelurostrongylus abstrusus (1,2%) e Mesocestoides lineatus (1,2%) sono stati isolati nei gatti. Giardia duodenalis (3,8% nei cani e 1,2% nei gatti), Cystoisospora (Isospora spp.) (7,5% nei cani e 4,5% nei gatti), Uncinaria stenocephala (1,25% nei cani e 3,7% nei gatti) e Dipylidium caninum (1,25% nei cani e 1,2% nei gatti) sono stati riscontrati sia nei cani che nei gatti. L’età (< 6 mesi) è risultata un importante fattore di rischio (P <0,01), mentre la positività è risultata significativamente più elevata (P <0,05) tra gli animali sintomatici. In 8 su 32 (25%) cani trattati e 3 su 17 (17,6%) gatti trattati è stata osservata una percentuale di riduzione del numero di uova di ascaridi e strongili inferiore al 15% dopo il trattamento antielmintico.
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