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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-06182013-164947


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale LM5
Autore
GIOVACCHINI, LUCA
URN
etd-06182013-164947
Titolo
La protezione dei dati personali su Internet e l'attivita di profilazione
Dipartimento
GIURISPRUDENZA
Corso di studi
GIURISPRUDENZA
Relatori
relatore Pellecchia, Enza
Parole chiave
  • Privacy Profilazione Cookies
Data inizio appello
08/07/2013
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
08/07/2053
Riassunto
Il lavoro svolto consiste nella prima parte in un'analisi di carattere storico dai suoi albori fino ad oggi dei (distinti) concetti di riservatezza, protezione dei dati personali e intimità non trascurando dati squisitamente normativi, dottrinali e giurisprudenziali.
Alla complessa evoluzione storica del diritto alla privacy corrisponde una pluralità di accezioni di tale diritto: come spesso emergerà, la nozione stessa di privacy non è una nozione unificante. Non è, cioè, un concetto che esprime esigenze uniformemente e coerentemente diffuse nella storia e nella collettività: dal diritto ad essere lasciati in pace al diritto alla tutela della riservatezza, al diritto all'autodeterminazione informativa.
Dalla tecnica del bilanciamento degli interessi, qualora i suddetti diritti entrino in conflitto con altre situazioni giuridiche soggettive, fino ad una analisi della dicotomia tra sfera pubblica e privata, si procede nei capitoli successivi ad una inchiesta dettagliata delle problematiche inerenti tutti quegli aspetti connessi a tali concetti in relazione ad una realtà che è venuta emergendo negli ultimi decenni, quella di Internet.
La seconda parte del lavoro consiste in una analisi dettagliata delle moderne tecniche di profilazione (tramite i cookies) utilizzate nel network nonché ai suoi aspetti fisiologici e patologici.
In particolare viene messa in risalto la crescente importanza che le informazioni personali hanno assunto negli ultimi decenni evidenziando il processo di trasformazione di quest'ultime da semplice elemento funzionale ad un determinato processo in valore economico e strategico.
Ciò ha comportato per le suddette informazioni la progressiva patrimonializzazione e disponibilità all'interno degli scambi commerciali con immediati e importanti riflessi (talvolta critici) per l'ambito della tutela della privacy.
“Internet è il luogo più innovativo per la produzione e l'accesso alla conoscenza, per attività imprenditoriali e commerciali. Per questa ragione le opportunità sono tante, e pure i pericoli, per la stessa Rete.
Può anche essere una espressione enfatica, ma è efficace: viviamo davvero nella società dell'informazione e quindi l'informazione diventa la materia prima più importante. Il sistema delle imprese vive di notizie sui suoi attuali e potenziali clienti.
Perciò la gestione delle informazioni non è solo privacy ma anche libertà personale: non diventare prigionieri di chi possiede informazioni su di noi e può invadere in ogni momento la nostra sfera privata. E tutto questo viaggia sempre di più su Internet”1.
E' quindi la stessa idea di “persona”, la quale non potrebbe essere altrimenti, che si erge a linea guida animando tutta la trattazione degli argomenti esaminati.
In particolare da quest'ultima caratterizzazione del diritto alla privacy, considerata alla luce delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, nasce il nuovo diritto alla protezione dei dati personali.
I concetti analizzati nella seconda parte del lavoro evidenziano in particolare la circostanza che la vita quotidiana di ciascuno di noi è ormai in ogni sua espressione pervasa dall'informatica e dalle sempre più evidenti ripercussioni che ne conseguono a livello di tutela dei dati personali.
La tutela dei dati personali è infatti emersa come problema sempre più rilevante in corrispondenza dell'avvento e della sempre più capillare diffusione dei mezzi informatici e delle tecnologie, che possono esporre con molta facilità gli utenti ad eventuali violazioni attraverso la trasmissione e il furto di dati a distanza ed in tempo reale.
L'invasività del fenomeno è tale che talune attività espletate con tecniche informatiche non vengono più percepite come modalità nuove di comportamento ma come ordinario modus operandi (si pensi ad un qualsivoglia biglietto elettronico) oppure la loro utilizzazione ha scalzato del tutto quelle tradizionali (come ad esempio l'iscrizione nel registro delle imprese presso la Camera di Commercio).
E' allora evidente che, in un tale contesto, non sia più possibile studiare le problematiche giuridiche collegate dalla utilizzazione di Internet ritenendo che esse si affianchino a quelle originate dalle stesse attività espletate con modalità diverse.
Ormai è maturo il tempo per rendersi conto che l'informatica ha trasformato la nostra esistenza. Risulta perciò opportuno e necessario rivisitare quegli istituti che in particolare hanno una relazione diretta con i diritti della persona; la loro struttura e la loro funzione, invero, non soltanto si sono evolute col tempo, ma in ragione dell'impatto delle tecniche informatiche hanno assunto una fisionomia del tutto nuova.
Data la profondità della tematica, con il passare degli anni, si è sviluppata una grande sensibilità per il concetto della riservatezza; diritto, che come verrà approfondito nei capitoli successivi è oramai distante dall'essere un mero “diritto ad essere lasciati soli”, realtà di una società ormai troppo distante dalla nostra, non solo in termini puramente “temporali”, ma soprattutto culturali, sociali e tecnologici.
Risulta pertanto doveroso per questa generazione cercare proprio nella l. 196/2003 e nelle normative europee di settore eventuali pregi e difetti per ambire a dei risultati e forme di tutela al passo con i tempi, soprattutto per quanto riguarda l'aspetto cibernetico.
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