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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-06142012-093635


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
TOSARELLI, ELISA
Indirizzo email
elisa.tosarelli@virgilio.it
URN
etd-06142012-093635
Titolo
Le societa di comodo. Profilo economico-aziendale ed operativo.
Dipartimento
ECONOMIA
Corso di studi
CONSULENZA PROFESSIONALE ALLE AZIENDE
Relatori
relatore Prof. Poddighe, Francesco
Parole chiave
  • Società di comodo
Data inizio appello
16/07/2012
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
16/07/2052
Riassunto
Questo lavoro è il frutto dello studio di una materia, ove la recente riforma è venuta drasticamente ad incidere. Da quando è stata introdotta, la disciplina sulle società di comodo ha subito numerose modifiche: dal 1994 al 2007 gli interventi operati sull’articolo 30 della Legge n. 724 del 1994 sono stati ben nove. In particolare, quelli operati nel 2006 hanno costretto i contribuenti, a fare i conti con una normativa la cui applicazione, prima di allora, non destava particolari preoccupazioni. In particolare, a rendere particolarmente più stringente la disciplina hanno contribuito un insieme di modifiche: sono stati innalzati i coefficienti di redditività per verificare l’operatività delle società ed il reddito minimo dei soggetti considerati non operativi, sono state innalzate le disposizioni sull’utilizzabilità del credito Iva, sono state modificate le cause di esclusione (sopprimendo l’esimente generica del non normale periodo di svolgimento dell’attività) ed è stata data rilevanza alla disciplina in commento anche ai fini Irap. Ed inoltre, la disapplicazione delle conseguenze, che da essa discendono, è stata subordinata alla presentazione di un’apposita istanza da inviare all’Amministrazione finanziaria, in presenza di oggettive situazioni che hanno, di fatto, reso impossibile il conseguimento dei ricavi e dei redditi minimi stabiliti dalla norma. Adempimento facoltativo ma assolutamente raccomandato per sottrarsi ad importanti conseguenze accertative e sanzionatorie che ha costretto il contribuente a doversi attivare per sottrarsi alla normativa in questione, cambiando l’atteggiamento cui con cui fino ad allora ci si era misurati con essa. Fino ad allora, infatti, la prima mossa era lasciata all’Amministrazione finanziaria la quale, prima di determinare induttivamente il reddito doveva richiedere chiarimenti al contribuente. In questo elaborato verrà analizzato, nello specifico, il profilo economico, aziendale ed operativo delle suddette società di comodo ed in particolare, esamineremo il caso della partecipazione di società di comodo ad operazioni straordinarie come la fusione, la liquidazione volontaria e la scissione societaria. Come avremo modo di approfondire, la disciplina delle società di comodo è finalizzata alla disincentivazione dell’utilizzo dello strumento societario come schermo per nascondere l’effettivo proprietario dei beni, ovvero all’individuazione dei soggetti la cui funzione non è quella di esercitare un’effettiva attività commerciale o industriale ma piuttosto quella di gestire il proprio patrimonio nell’interesse dei soci. Si parlerà pertanto di spersonalizzazione della capacità economica immobiliare. Spersonalizzazione che comporterà per il contribuente una serie di conseguenze sia sul piano delle imposte dirette che sul piano delle imposte indirette. Come vedremo, infatti, lo stesso sarà obbligato a dichiarare, ai fini Ires o Irpef, un reddito imponibile non inferiore a quello minimo presunto e dovrà, altresì, soggiacere a taluni limiti nell’utilizzo delle perdite fiscali; ai fini Irap sarà tenuto a dichiarare una base imponibile non inferiore al reddito minimo, aumentato delle retribuzioni sostenute per il personale dipendente, dei compensi spettanti ai co.co.co, di quelli per prestazioni di lavoro autonomo occasionali e degli interessi passivi; ed, infine, ai fini Iva subirà forti limitazioni alla possibilità di utilizzo del credito risultante dalla dichiarazione presentata per l’anno in cui il soggetto è risultato non operativo, con perdita definitiva del medesimo se il soggetto dovesse risultare non operativo per tre anni consecutivi.


This paper analyzes topics drastically affected by the recent legislative reforms. We analyze front companies from an operational and economic point of view, we examine the case of front companies taking part to transactions such as mergers, liquidations and voluntary corporate spin-off. The legislative discipline on front companies is aimed at discouraging the use of this company form as a screen to hide the true owner of the goods, and hence to seeks to identify the subjects whose function is that of managing the company’s assets in the shareholders’ best interest. Such a situation is referred to as “spersonalizzazione della capacità economica immobiliare”. The consequences of operations of this kind are felt both in terms of direct as indirect taxes. As we shall see, the company will be obliged to declare an income no lower than the minimum assumed one and will also have to respect precise limits in the use of its accumulated fiscal losses. Regarding income tax declarations it will have to state an income no lower than the minimum assumed income increased by the amount of salaries paid to employees, salaries paid to co.co.co. personnel, expenses for one off personnel and interest expenses. Regarding VAT, it will have to withstand strict limitations on the use of the VAT credit from years in which the company was non-operative, the credit will be permanently lost if the company results non-operative for three consecutive years.
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