Riassunto analitico
INTRODUZIONE L’esplorazione dei contenuti delle opere di Rose Tremain è stato un percorso affascinante, proprio come un viaggio, uno degli elementi fondamentali per la sua scrittura; un viaggio fatto non solo dall’attraversamento materiale di luoghi ma un vero e proprio percorso interiore, di crescita, sempre alla ricerca di una condizione migliore: alla ricerca della felicità. Potrebbe sembrare una cosa semplice ma in realtà si tratta di un indagine profonda e complicata perché ogni uomo ricerca quelle sensazioni ed emozioni che lo appagano e lo fanno sentire felice. La felicità è definita come una condizione positiva percepita soggettivamente, uno stato emotivo di benessere che porta alla soddisfazione totale. Molti studi ritengono che la felicità possa essere raggiunta con qualità semplici come la fiducia in se stessi e il controllo sulla propria persona e sul proprio futuro1. Si tratta di un’emozione forte che fa apprezzare la vita, perché grazie alle emozioni l’uomo ricava stimoli nuovi necessari per animare i suoi giorni. L’argomento “felicità” appassiona da sempre filosofi, poeti e scrittori, e nel caso di Rose Tremain, ogni protagonista delle sue opere è spinto alla ricerca di questo stato emotivo perché non si sente accettato dal mondo in cui vive, cosi decide di lasciarsi tutto alle spalle per dare inizio a un’avventura sconosciuta che lo possa far raggiungere una condizione migliore, felice. Il viaggio che intraprende è considerato come esplorazione e comunicazione del pensiero e della cultura, come un movimento che nasce dall’esplorazione della natura e che si estende fino a scoprire la parte sconosciuta dell’individuo, trasformandosi sempre più in un mezzo di osservazione estetica e artistica, ma soprattutto in un 1 Si veda D’Urso e Trentin, Psicologia (Roma: Armando Editore, 1992) 1 documento di percorso interiore. Il viaggio quindi descrive le esperienze e il percorso dell’uomo comune al di là dei confini del suo mondo quotidiano, dove cercherà di adattarsi a ogni tipo di organizzazione sociale continuando a mantenere la propria identità. Proprio come accade a Lev, l’immigrato di The Road Home, che durante il suo viaggio incontra mondi ed esperienze nuove, affronta il problema del potere, della lotta fra gli individui e della formazione del gruppo sociale secondo regole e valori diversi. Definita da molti come la più grande autrice di romanzi storici della sua generazione2, alcuni critici considerano i romanzi di Rose Tremain simili al novel del Settecento perché scrive racconti di argomento amoroso, con personaggi realistici e situazioni quotidiane. Fin dal Settecento la preoccupazione centrale del romanzo è il significato di essere persona, il valore dell’esperienza e dell’agire del singolo individuo3. I romanzi di questo periodo infatti sono concentrati sul problema dell’identità e dei rapporti dell’uomo nei confronti delle forme di autorità sociali e morali. Personalmente invece considero Rose Tremain molto più vicina al romanzo vittoriano perché usa temi come: sacrificio, onore, avidità e inganno che la portano a scavare nela natura profonda dell’uomo; riflette cioé il precario punto d’incontro fra il moralismo e l’ipocrisia borghese, rappresentato con una scrittura fortemente realista. Si interroga continuamente sull’avventura sul mistero dell’esistenza; una visione dell’umano alimentata dall’intuizione dell’ombra, dell’indicibile, e del male racchiuso nel passato che gran parte dei personaggi cerca di dimenticare. È un eterno conflitto in cui il tempo diventa speranza, di poter cambiare, rimediare ai propri errori; si trasforma in una forza capace di mutare le rotte, i progetti, le speranze e le disperazioni 2 Si veda Sue Gaisford, The Indipendent (Londra, 2003) 3 Si veda Paolo Bertinetti, Storia della Letteratura Inglese (Torino: Einaudi, 2000) 357 2 degli uomini. Spesso il passato è un insieme di ombre che proiettandosi sul presente offuscano la realtà, creando una lotta per il proprio diritto di esistere. Gran parte dei personaggi è nascosta nel proprio passato, un passato incancellabile. Vivono questo tormento intimo della coscienza di una colpa, di un errore commesso per ragioni oscure o forse per debolezza umana o per volontà del fato. Queste colpe pesano sul presente anche se chi le porta nel cuore vorrebbe a tutti i costi trovare un modo per imprigionarle nel passato. Lo stesso Freud insegna che il rimosso torna più forte quando è diventato ormai un fantasma4. Sebbene destinati a macchiarsi di una colpa emblematica i personaggi sono figure cariche di forza ideale perché hanno fiducia nel tempo, nella potenzialità che l’esistenza puó offrire. Dedicano tutto il resto della loro vita nella ricerca di una seconda possibilità, un’altra occasione, il sogno disperato di poter costruire ancora qualcosa dopo la frantumazione dei loro progetti, come accade a Joseph in The Colour, a Lev, o ancora a Larry di The Swimming Pool Season. Il paesaggio in tutto questo non è una semplice scenografia di contorno, ma un personaggio vero e proprio che spesso rispecchia gli stati d’animo dei protagonisti. La scrittrice fin dal suo primo viaggio in Francia, resterà molto affezzionata a questa terra, usandola per l’ambientazione di molte sue opere, come la caotica Parigi di The Way I Found Her o il paesino tranquillo di Pomerac in The Swimming Pool Season. Spesso la presenza di bambini è giustificata dall’autrice come i fantasmi dei figli che non ha mai avuto; è fermamente convinta che i bambini possono vedere e intuire cose che gli adulti non riescono a comprendere, inoltre hanno molte affinità con il mondo naturale. Sono infatti presenti molti simboli rappresentati non solo da oggetti, come le porcellane di 4 Si veda Sigmund Freud, introduzione alla psicoanalisi (Roma: Armando Editore, 1992) 3
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