Riassunto analitico
Tra il 1914 e il 1918, milioni di uomini di tutta Europa, richiamati alle armi dai rispettivi paesi impegnati allora nella più «grande» – come subito avrebbero riconosciuto i contemporanei – ed atroce delle guerre sino ad allora combattute, non avrebbero esitato a riporre le proprie sofferenze e le proprie speranze, di salvezza e di vittoria, sotto le insegne protettrici del Sacro Cuore di Gesù. In Italia come in Francia, in Germania come in Austria, cattolici dell’uno e dell’altro schieramento avrebbero consacrato se stessi al Cuore divino di Gesù promettendo, in cambio della propria salvezza – corporale e spirituale – e della vittoria della propria patria, non soltanto di vivere – e nel caso morire – cristianamente, ma anche di operare attivamente per la «ricostruzione cristiana» del continente. Al caso italiano – e al suo più illustre protagonista, Agostino Gemelli – è dedicata la tesi di laurea, nell’obiettivo di coglierne attese, speranze, obiettivi, nel più ampio contesto della cultura, politica e religiosa, del cattolicesimo italiano del tempo.
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