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Tesi etd-05222011-195424
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Tipo di tesi Tesi di dottorato di ricerca
Autore BRUGIOTTI, EMANUELA
URN etd-05222011-195424
Titolo Tutela dei diritti nella società globale: riflessioni sul rapporto fra privacy e nuove tecnologie
Settore scientifico disciplinare IUS/08 - DIRITTO COSTITUZIONALE
Corso di studi GIUSTIZIA COSTITUZIONALE E DIRITTI FONDAMENTALI
Commissione
Nome Commissario Qualifica
Prof. Roberto Romboli tutor
Parole chiave
  • diritto costituzionale
  • diritti fondamentali
  • privacy
Data inizio appello 2011-06-07
Disponibilità unrestricted
Riassunto analitico
La privacy, com’è stato giustamente osservato, rappresenta oggi una delle parole chiave per penetrare le riorganizzazioni delle società nell’epoca della globalizzazione e dell’informazione, nonché “la base su cui ciascuno di noi edifica liberamente la propria personalità”.
Le nuove dimensioni della raccolta e del trattamento delle informazioni personali, la pervasività del controllo sulle persone che oggi è possibile operare, da parte di soggetti sia pubblici che privati, ha provocato la moltiplicazione della richiesta di tutela e la consapevolezza dell’impossibilità di circoscrivere le relative problematiche nel quadro tradizionale, identificato originariamente da quel concetto.
Oggi, infatti, il centro di gravità è sempre più individuato, più che nel diritto ad essere lasciati soli, nella possibilità di ciascuno di noi di controllare l’uso delle informazioni che lo riguardano e nel considerare i problemi della privacy “nel quadro dell’attuale organizzazione del potere, di cui appunto l’infrastruttura informativa rappresenta ormai una della componenti fondamentali”.
In questo modo, la tecnologia sembra destinata a cambiare sempre più gli assetti istituzionali conosciuti e gli stessi processi democratici sono profondamente influenzati dal modo in cui circolano le informazioni.
Davanti alle enormi e ancora sconosciute possibilità che le nuove tecnologie pongono davanti ai nostri occhi, ci sono, quindi, anche i rischi connessi ad uno sviluppo fuori controllo, dovuto alla difficoltà della progettazione politica e normativa a tenere il passo.
L’esperienza giuridica non poteva non essere attraversata da queste nuove tensioni. Di fronte all’esigenza sempre più avvertita di norme giuridiche chiare e coerenti, condivise ed efficaci, ci si trova spesso di fronte ad un vero e proprio “disorientamento giuridico”, in cui le stesse categorie tradizionali (dignità della persona, autodeterminazione individuale, diritto alla salute ecc) subiscono un effetto di spiazzamento e riformulazione.
Il concetto di privacy, così sfuggente ad ogni definizione che possa dirsi completamente esaustiva, viene sempre più accostato al valore persona, come mezzo per tutelare la sua dignità e il suo sviluppo all’interno della società.
Conferma di ciò si ha, per esempio, nell’esplicito richiamo al concetto di dignità presente nel nuovo Codice della privacy, concetto che, pertanto, è considerato il vero “nocciolo duro” della tutela offerta all’interessato a fronte dell’attività di trattamento dei dati personali, nonché uno dei suoi valori fondativi più preganti, in quanto principio che investe tutti gli aspetti della vita umana.
Si individua, così, un’altra caratteristica della privacy, ovvero la sua trasversalità.
Non stupisce, quindi, che la stessa dignità sia anche uno dei parametri più adoperati dalla giurisprudenza e dal Garante per la protezione dei dati personali, per delimitare l’area degli interessi rilevanti in materia di tutela del diritto alla privacy, diritto quanto mai complesso in cui coesistono, come si vedrà in seguito, aspetti diversi.
Senza contare che la società globale e l’incessante sviluppo delle nuove tecnologie, pongono sempre più alla nostra attenzione la transnazionalità delle problematiche inerenti alla privacy e al trattamento dei dati personali, questioni che necessariamente superano i confini nazionali anche in termini di tutele e discipline.
Tale aspetto rappresenta una proiezione del più ampio discorso che vede oggi la tutela dei diritti fondamentali radicata non soltanto nella prospettiva nazionale, ma nel contesto europeo ed internazionale.
Proprio sul rapporto fra privacy e nuove tecnologie nella società globale si concentrerà la presente trattazione, con cui, senza alcuna pretesa di esaustività, si cercherà di dare uno sguardo d'insieme: sullo sviluppo che il concetto stesso di privacy è venuto assumendo, su alcuni specifici settori, nei quali la necessità di coordinamento con il progresso tecnologico si pone maggiormente in evidenza, nonché su alcune questioni legate alla figura posta dal legislatore comunitario e nazionale a garanzia della tutela di dati personali – il Garante per la protezione dei dati personali - rispetto all’assetto istituzionale complessivo.
In particolare, la necessità di soffermarsi su alcuni settori particolari nasce dalla constatazione che solo passando dal discorso generale alle diverse applicazioni, che le singole tecnologie possono avere, ci si rende conto della diversità con cui queste devono essere trattate.
In tal modo, si potranno realizzare differenti bilanciamenti concreti di interessi e diritti che possono portare anche a risultati difformi, pur coinvolgendo la stessa tecnologia. Si parla, così, di “relativizzazione della tecnologia”: La questione diventa il rapporto fra la specifica applicazione tecnologica e la tutela dei diritti che questa può andare ad incidere.
E’ ormai all’evidenza di tutti come la tecnologia acquisti sempre più un forte potere di organizzazione sociale e la tesi della sua neutralità, pur importante per evidenziare la responsabilità di chi la adopera, rischia di sottovalutare che il concreto ruolo di una tecnologia deriva soprattutto dalle sue specifiche modalità d’uso. Vi sono effetti, invero, che si producono per il solo fatto di scegliere di utilizzare una determinata tecnologia.
Tuttavia, se l’aspetto tecnico è una prerogativa degli specialisti, le possibili conseguenze del loro utilizzo riguardano altresì la società e le sue regole: la politica, i giuristi ed i giudici, nazionali e non. Ciò nonostante, è solo da una corretta sinergia fra i due aspetti che si otterranno i risultati migliori.
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