Riassunto analitico
Obiettivo del presente lavoro è stato quello di verificare gli effetti della sostituzione della farina di pesce con concentrato proteico di soia nelle diete per branzini (Dicentrarchus labrax) in accrescimento. A questo scopo sono state esaminate le performance di crescita, l'indice di conversione alimentare, la morbilità, la mortalità e i fattori ambientali (condizionamento). Quattro diete isoproteiche (46%), contenenti proteine di origine animale (soprattutto farina di pesce) e proteine di origine vegetale, sono state confrontate. La dieta di controllo che non conteneva concentrato proteico di soia (A) è stata confrontata con altre tre diete sperimentali che ne contenevano rispettivamente il 25,5% (B), 31,7% (C) e 35% (D). La prova sperimentale, durata 7 mesi, è stata condotta su 300 spigole di peso corporeo medio iniziale di 29 g; i soggetti, sono stati distribuiti casualmente in 12 vasche (220 litri) in vetroresina in numero di 25 per vasca. Il mangime è stato distribuito una volta al giorno, manualmente. I pesci sono stati pesati mensilmente e la razione giornaliera è stata calcolata per tutti i gruppi nella misura del 2% del peso vivo medio rilevato. In linea di tendenza, performance di crescita, indice di conversione alimentare e morfometrie sono risultate migliori per il gruppo D (35% di concentrato proteico di soia) rispetto agli altri gruppi, sebbene tali differenze non sono risultate significative. Probabilmente, una numerosità maggiore avrebbe potuto rendere più evidenti tali differenze. In ogni caso, i risultati dello studio sembrano indicare pertanto che il concentrato proteico di soia può sostituire fino al 35% della quota proteica nella dieta della spigola (pesce carnivoro), senza far registrare alcun peggioramento delle performance produttive.
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