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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-04212005-192452


Tipo di tesi
Tesi di laurea vecchio ordinamento
Autore
Paolinelli, Andrea
Indirizzo email
a.paolinelli@epii-gn.org
URN
etd-04212005-192452
Titolo
La collaborazione in "emergenza". Come sviluppare competenze collaborative da utilizzare in contesti anche "fuori dai margini".
Dipartimento
SCIENZE POLITICHE
Corso di studi
SCIENZE POLITICHE
Relatori
relatore Dott. Martini, Raffaello Elvio
relatore Prof. Sica, Giuseppe
Parole chiave
  • Collaborazione
  • comunicazione
  • educazione
  • emergenza
  • Focus Group
  • Formazione
  • Logoterapia
  • Motivazione
  • Progettualità
  • Saper Essere
  • Saper Fare
  • T-Group
Data inizio appello
23/05/2005
Consultabilità
Parziale
Data di rilascio
23/05/2045
Riassunto
Gli uomini vivono in società. Un campo di analisi vasto, complesso, un universo di pianeti. Le modalità per studiarlo molteplici, intersecanti, interdisciplinari: una “rete”.
Gli uomini vivono in una società e interagiscono per ottenere dal “sistema società” il massimo profitto “personale”. Il tutto avviene in un determinato “spazio vitale reale o virtuale”, quello dove i nostri affari vengono svolti. Ed è qui che l’uomo cerca un equilibrio vantaggioso, o certamente positivo per ciò che “rappresenta”. Ma non può fare tutto da sé. Il mondo oggi è ormai ad un grado di complessità che è utile, efficace, efficiente collaborare per tendere a sviluppare l’eccellenza e non solo.
Collaborare diventa poi fondamentale in alcune situazioni, come quelle stra–ordinarie, dove “lo stato di non normalità”, diventa “emergenza”. La riflessione ci porterà attraverso una lettura della normalità su ciò che è possibile fare, quello che succede mentre comunichiamo e come meglio porci in dinamica, ricavando dalla sinergia interdisciplinare, o meglio transdisciplinare, lo stimolo a non disperdere energie.
Per far questo, proporrò dopo aver chiarito cosa s’intenda per emergenza e per collaborazione ed aver fatto un quadro generale della ricerca nel primo capitolo, un’analisi sull’organizzazione nell’emergenza: quali presupposti educativi macrosociali, quale specificità potenziale per gli addetti ai lavori nella nuova figura professionale del Disaster Manager, quale urgenza di una progettazione oltre la pianificazione attraverso ad esempio la tecnica logoterapica ed infine quale sviluppo fiduciario di comunità spinga le motivazioni.
Non solo. Nel capitolo terzo, mi misurerò con altre scoperte di ricerca sulla necessità di un gruppo guida e su come creare l’idea della partecipazione, quale mezzo per ricostruire un’intesa spesso dispersa, facendo accenno allo sviluppo ed all’efficacia del software Haria–2 sempre più innovativo e da noi implementato.
Infine, per completare la visione globale della ricerca mi sono sentito in dovere di accennare all’evoluzione di tecniche di gruppo, personalmente sperimentate, che centrano le competenze collaborative, proponendo così una formazione partecipata.
Si conosce sé stessi. Si sviluppa cioè la consapevolezza graduale di ciò di cui sentiamo di aver bisogno e anche di cosa possiamo mettere a servizio degli altri e per noi stessi. L’educazione deve essere vissuta, elaborata, come strada maestra per un’auto consapevolezza di cammino con…, ma curando il “peso” delle relazioni.
Per essere collaborativi, per diventare gruppo integrato e integrante in situazioni rischiose, questo “essere sé stessi” è immerso in un “essere sé stessi con gli altri” e va saputo gestire. Ecco la Maratona, lo psicodramma, lo stare in rete, l’educazione dei piccoli, ma anche tecniche relazionali come il Focus Group ed il T–Group.

INGLESE (vedi Indice Inglese)
People live in society. A wide, complex, field of analysis, a universe of planets . The ways to study it are various, intersecting, interdisciplinary: a “net”.
People live in society and they interact to obtain by the “society system” the greatest “personal” profit. Everything happens in a determined “vital real or virtual space”, the one in which our affairs are performed. Here people search for a favourable, or certainly positive balance, for his “role”. But they can’t act alone. Today the world is so complex that it is useful, efficacious, efficient, to collaborate to develop excellence and not only it.
Collaborating becomes then very important in several situations, as for example the extra–ordinary ones, where “the not–normality condition”, becomes “emergency”. The reflection will lead us through a reading of normality to what is possible to do, what happens while we are speaking and how to better relate, taking from the interdisciplinary synergy, or better transdisciplinary , the incentive not to dissipate energies.
For this purpose, after clearing what I mean by emergency and by collaboration and after a general view of the research in the first chapter, I will propose an analysis about the organization in emergency: what macrosocial educational assumptions, what potential specificity for people in charge of works in the new professional figure of the Disaster Manager, what urgency of a planning over the project through for example the ‘logotherapeutic’ technique and finally which trust development of community pushes motivations.
Not only. In the third chapter, I will compete with other discoveries of research about the necessity of a guide group and about how to create the idea of the participation, as a means to rebuild an often dispersed accord, referring to the development and the efficaciousness of the software Haria–2 more and more innovative and improved by us.
Finally, to complete the global vision of the research I felt bound to speak about the evolution of group techniques, personally experimented, that centre the competence of collaboration, so proposing a participated formation.
We know ourselves. That is we develop gradual awareness of what we feel we need and also what we can put at the service of the others and of ourselves. Education has to be lived, elaborated, like a main road for a self–awareness of way with…, but caring the “weight” of relationships.
To collaborate, to become an integrated group and integrating in dangerous situations, this “being ourselves” is immersed in a “being ourselves with the others” and we must be able to manage it. Here is the ‘Marathon’, the ‘psychodrama’, staying in the net, children education, but also connection techniques like the Focus Group and the T–Group.

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