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Tesi etd-04162007-193652
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Tipo di tesi Tesi di laurea specialistica
Autore Esposito, Monica
Indirizzo email esposito@sssup.it
URN etd-04162007-193652
Titolo Crimini di tortura e impunità in Argentina
Settore scientifico disciplinare SCIENZE POLITICHE, FACOLTA'
Corso di studi POLITICHE E RELAZIONI INTERNAZIONALI
Commissione
Nome Commissario Qualifica
Prof. Saulle Panizza Relatore
Parole chiave
  • ley de obediencia debida
  • ley de punto final
  • argentina
  • impunità
  • tortura
Data inizio appello 2007-05-28
Disponibilità mixed
Data di rilascio2047-05-28
Riassunto analitico
Nel presente lavoro verranno presi in esame i principali problemi riscontrati in Argentina in materia di tortura.
Per avere un'idea esatta del quadro giuridico nel quale si sviluppano gli avvenimenti menzionati, l'analisi inizierà con una breve storia costituzionale del Paese, soffermandosi più specificamente sull'assetto istituzionale determinatosi in seguito alla riforma del 1994 e alle importanti novità introdotte sia per quanto riguarda figure come l'habeas corpus e l'amparo, sia in materia di trattati internazionali.
Successivamente, si procederà a una comparazione dei diversi strumenti internazionali che sanciscono il divieto di tortura: il Patto sui diritti civili e politici del 1966, la Convenzione contro la Tortura del 1984, lo Statuto di Roma, la Convenzione Europea sui Diritti Umani, e la Convenzione Interamericana. Tale inquadramento dall'alto appare in particolar modo necessario, poichè le pratiche di tortura hanno ormai assunto lo status di crimini di jus cogens, lesivi dei valori supremi dell'ordinamento giuridico internazionale.
Dopo aver determinato tali fondamenta normative, il terzo capitolo si soffermerà dapprima sulle origini dell'istituto della tortura, partendo dall'epoca classica, per poi restringere il campo d'analisi alle pratiche di tortura in Argentina dall'epoca coloniale sino alla fine dell'ultima dittatura militare (1976-1983).
Nel quarto capitolo si mostrerà come le violazioni dei diritti umani e le pratiche aberranti messe in atto durante il governo de facto rimasero in gran parte impunite, grazie ad un atteggiamento di sostanziale condiscendenza dei governi democratici e soprattutto a causa delle cosiddette "leggi di impunità": la Ley de Punto Final (1986) e la Ley de Obediencia Debida (1987), promulgate dal presidente Alfonsin. Tale strategia amnistiante, venne successivamente perfezionata con i decreti di indulto del presidente Menem, negli anni 1989 e 1990.
Infine, nell'ultima parte del lavoro si esaminerà la situazione attuale, tenendo conto sia dei passi in avanti realizzati (dichiarazione di incostituzionalità delle due leggi di impunità e avvio dei processi in patria, nuova politica di materia di estradizione), sia delle situazioni negative e dei problemi che continuano a persistere (reazione non abbastanza energica del giudiziario di fronte ai casi di tortura, politiche inadeguate in materia di riparazioni, inasprimento della violenza istituzionale e delle violazioni commesse dalle forze di polizia statali).
Come appare evidente, ci si trova dinanzi a questioni di estrema complessità, e a problemi che, nonostante i progressi e le conquiste degli ultimi anni, sono ancora lontani dall'essere definitivamente risolti.
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