| Tipo di tesi |
Tesi di laurea specialistica |
| Autore |
CAMPUS, DARIO
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| URN |
etd-03292011-120515 |
| Titolo |
Genotipizzazione di accessioni di Vitis vinifera ssp.sylvestris recuperate in Sardegna |
| Settore scientifico disciplinare |
AGRARIA, FACOLTA' |
| Corso di studi |
SCIENZE E TECNOLOGIE VITIVINICOLE |
| Commissione |
| Nome Commissario |
Qualifica |
| Prof. Claudio D'Onofrio |
relatore |
| Prof. Giovanni Nieddu |
correlatore |
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| Parole chiave |
- microsatelliti
- nucleari
- cloroplastici
- filogenesi
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| Data inizio appello |
2011-04-18 |
| Disponibilità |
mixed |
| Data di rilascio | 2051-04-18 |
Riassunto analitico
La domesticazione della vite europea (Vitis vinifera ssp. sativa) ha origini lontanissime. L’ipotesi più accreditata supporta la tesi che l’origine dei vitigni europei derivi da un antica domesticazione delle viti selvatiche (Vitis vinifera ssp. sylvestris) presenti nel medio oriente nella così detta mezzaluna fertile, da dove sembra siano arrivati i vitigni coltivati ora presenti sul territorio italiano. Da alcuni anni sulla base delle indagini molecolari si stanno avvalorando delle tesi che sembrano supportare l’origine di alcuni vitigni italiani direttamente per domesticazione di viti selvatiche presenti nell’areale italiano. Il lavoro da noi condotto ha avuto come obbiettivo di dimostrare la tesi che alcuni vitigni autoctoni italiani siano frutto di una domesticazione ancestrale delle viti selvatiche italiane. Accessioni di Vitis vinifera ssp. sylvestris recuperate in Sardegna in due diversi areali, nell’agro di Birori e in quello di Paulilatino, rispettivamente nelle province di Nuoro e Oristano, sono state sottoposte ad analisi biomolecolari con l’utilizzo di marcatori molecolari a DNA quali i microsatelliti sia nucleari che cloroplastici. Con tali analisi si è cercato di stabilire il grado di somiglianza genetica tra alcuni vitigni autoctoni della Sardegna e le viti selvatiche ampiamente presenti nel medesimo areale di coltivazione al fine di poter formulare ipotesi sull’effettiva origine dei vitigni sardi. Il lavoro è stato poi ampliato con l’analisi di viti selvatiche recuperate in Toscana e nel Lazio e il loro confronto con i vitigni autoctoni dell’areale toscano. Dal confronto dei dati è emerso che i microsatelliti nucleari distinguano nettamente le viti coltivate come evidenziato anche da altri lavori da tutte le viti selvatiche analizzate; mentre i profili microsatelliti cloroplastici (clorotipo) collocano la maggior parte dei vitigni sardi analizzati nel gruppo delle viti selvatiche reperite nello stesso areale di coltivazione, distinguendo nettamente da questo gruppo i vitigni non autoctoni della Sardegna; avvalorando pertanto la tesi che buona parte dei vitigni autoctoni coltivati in Sardegna appartengano allo stesso gruppo filogenetico delle viti selvatiche del medesimo territorio.
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