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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-03162013-215109


Tipo di tesi
Tesi di specializzazione
Autore
VALLINI, VALERIO
URN
etd-03162013-215109
Titolo
Dieci anni di gestione conservativa della neuro-osteoartropatia di Charcot nei pazienti diabetici: analisi retrospettica
Dipartimento
MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
ENDOCRINOLOGIA E MALATTIE DEL RICAMBIO AD INDIRIZZO MALATTIE DEL RICAMBIO E DIABETOLOGIA
Relatori
relatore Dott. Piaggesi, Alberto
correlatore Prof. Del Prato, Stefano
Parole chiave
  • Charcot
  • neuro-osteoartropatia
  • piede diabetico
Data inizio appello
11/04/2013
Consultabilità
Completa
Riassunto
Scopo della tesi è stato quello di descrivere l’attività ambulatoriale erogata dalla Sezione Dipartimentale del Piede Diabetico del Dipartimento di Area Medica della Asl 5 di Pisa in risposta al bisogno di salute rappresentato dalla neuro-osteoartropatia di Charcot (NOA) nella popolazione diabetica.
La tesi si articola in due parti, con differenti finalità:
- Studio A. Verifica degli outcomes del nostro ambulatorio di terzo livello dedicato al trattamento della NOA mediante analisi retrospettica dei dati riferiti al decennio 2002-2012.
- Studio B. Valutazione comparativa prospettica dei livelli 25-OH Vitamina D, PTH, Calcio ionizzato, Osteocalcina, Fosfatasi Alcalina Ossea, S-CTX nella popolazione di pazienti afferenti al nostro ambulatorio dedicato alla NOA (sia in fase attiva che cronica) nel corso dell’anno 2012 rispetto ad un gruppo di diabetici neuropatici e ad un gruppo di diabetici non neuropatici, rispettivamente.
Risultati studio A. Nell’arco di tempo stabilito sono afferiti consecutivamente presso l’ambulatorio dedicato alla NOA 205 pazienti diabetici totali. In 172 pazienti è stata effettivamente confermata l’ipotesi diagnostica di NOA, e tra questi, al momento della presa in carico, 143 pazienti presentavano una malattia in fase attiva e 29 pazienti in fase di stabilità. Tutti i pazienti in fase di attività sono stati trattati in maniera conservativa, mediante utilizzo di quattro tipologie di scarico (Total Contact Cast, Optima Diab, Aircast, Altro). L’outcome primario dello studio è stato considerato il tempo medio di stabilizzazione della NOA in fase acuta secondo le differenti modalità di scarico. Outcomes secondari sono stati considerati le riacutizzazioni di malattia, gli interventi chirurgici correttivi minori ed il tasso di amputazione maggiore. L’analisi dei dati non ha evidenziato differenze significative in termini di tempo medio di stabilizzazione tra le quattro categorie di scarico (t medio di 223,8±122,8 giorni). Durante il periodo di follow-up abbiamo osservato una riacutizzazione di malattia nel 17,3% dei pazienti stabilizzati. Nel 7,3% dei casi i pazienti cronicizzati sono stati sottoposti ad intervento chirurgico di stabilizzazione del piede; nel 4,0% dei casi si è resa necessaria l’amputazione dell’arto affetto.
Nel periodo stabilito abbiamo osservato un tasso grezzo di mortalità pari al 10,4%, con un tasso di incidenza di mortalità annua pari al 3,41%. Tra le cause di morte abbiamo riscontrato gli eventi cardiovascolari maggiori (Ictus+Infarto del miocardio) nel 44,6% dei casi, ma la prima causa assoluta di morte è risultata quella secondaria a neoplasie (38,8%).
Risultati studio B. Nell’arco di tempo stabilito è stato effettuato uno studio dei livelli di 25-OH Vitamina D, PTH, Calcio ionizzato, Osteocalcina, Fosfatasi Alcalina Ossea, S-CTX nelle quattro tipologie di pazienti descritte. I risultati hanno evidenziato ipovitaminosi D in tutti i gruppi con livelli significativamente inferiori nei pazienti affetti da NOA in fase acuta (8.6±3.8 ng/ml p<0.001) ed è emersa una correlazione inversamente proporzionale tra 25-OH Vitamina D e BMI. Nei quattro gruppi di pazienti non sono emerse significative differenze per i markers di neoformazione ossea.
Conclusioni studio A. I risultati ottenuti dimostrano che la precoce gestione conservativa della NOA effettuata con approccio multi-specialistico integrato consente di ottenere una riduzione degli interventi chirurgici minori a carico del piede e delle amputazioni maggiori.
Conclusioni studio B. La nostra analisi ha mostrato una significativa riduzione dei livelli di 25-OH Vitamina D nei pazienti affetti da NOA in fase acuta. Nonostante dallo studio non sia possibile stabilire se questo dato sia un fattore di rischio o costituisca l’epifenomeno della malattia, emerge la necessità di effettuare ulteriori studi per valutare gli outcomes prodotti dalla supplementazione di alte dosi di Vitamina D nella NOA, sia in monoterapia che in associazione con i bisfosfonati.
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