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Tesi etd-02092011-222744
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Tipo di tesi Tesi di dottorato di ricerca
Autore MARTINI, ISABELLA
URN etd-02092011-222744
Titolo Spazi, luoghi, itinerari. Funzioni delle strutture tematico-topologiche nelle sequenze di racconti di Mavis Gallant.
Settore scientifico disciplinare L-LIN/10 - LETTERATURA INGLESE
Corso di studi LETTERATURE STRANIERE MODERNE (FRANCESE, INGLESE, SPAGNOLO, TEDESCO)
Commissione
Nome Commissario Qualifica
Prof. Biancamaria Rizzardi tutor
Parole chiave
  • inglese
  • geocritica
  • esilio
  • Canada
  • anglocanadese
  • palinsesti
Data inizio appello 2011-04-11
Disponibilità unrestricted
Riassunto analitico
La tesi Spazi, luoghi, itinerari. Funzioni delle strutture tematico-topologiche nelle sequenze di racconti di Mavis Gallant conclude il percorso di studio sul racconto contemporaneo di lingua inglese che ha determinato la ricerca durante gli anni del Dottorato in Letterature straniere moderne (Inglese, Francese, Spagnolo, Tedesco). In questo periodo mi sono particolarmente dedicata alla riflessione sulla narrativa di Mavis Gallant (n. 1922), scrittrice di origine canadese che da più di cinquant'anni ha scelto di vivere a Parigi. Qui ha scritto, sempre in inglese, più di centocinquanta racconti, due romanzi, un'opera teatrale, articoli, saggi e recensioni. Mavis Gallant sceglie Parigi come fulcro di un'attività letteraria diretta ad un pubblico principalmente inglese e statunitense; nel suo Canada natale un'antologia esce soltanto nel 1974, ovvero a più di vent'anni dal suo primo racconto pubblicato sul New Yorker, "Madeline's Birthday". Ad eccezione dei romanzi, tra il 1951 e il 1995 la quasi totalità della sua narrativa è pubblicata quasi esclusivamente sul New Yorker, inclusi i dieci racconti dai quali nasce il lavoro di tesi (nell’ordine in cui sono stati esaminati sono: "In Youth is Pleasure", "Between Zero and One", Varieties of Exile", "Voices Lost in Snow", "The Doctor", "With a Capital T", "A Recollection", "Rue de Lille", "The Colonel's Child", "Lena". I primi sei formano la sequenza di 'Linnet Muir', i restanti quattro quella di 'Edouard, Juliette, Lena').

Studiare i racconti di Mavis Gallant e, nello specifico, le funzioni delle strutture tematico-topologiche relative alle due sequenze è una scelta fatta con l'intento di colmare una lacuna evidente all'interno della bibliografia critica sulla scrittrice. Nonostante l’interesse tributato dalla critica, ci è parso quasi inspiegabile l’assenza di uno studio sulle strategie e sulle dinamiche testuali e tematiche delle sue sequenze, cui appartengono i racconti più antologizzati, più conosciuti e più tradotti, quali ad esempio "Varieties of Exile" o "The Chosen Husband". Se infatti cominciano ad essere un numero considerevole i saggi, gli articoli e anche gli studi monografici, è totalmente assente una prospettiva che inquadri queste sequenze di racconti attraverso gli spunti più recenti offerti dalla riflessione critica e, in particolar modo, dalla crescente attenzione sulle implicazioni degli aspetti topologici del testo.

Lo studio parte da una constatazione: il tema cardine dell'opera di Mavis Gallant è l'esilio, legato in tutte le sue mutevoli declinazioni alla percezione dell'alterità del luogo in cui il personaggio avverte e subisce la propria dislocazione, fisica e identitaria. Del legame con il luogo "altro" è intrisa l'opera di Mavis Gallant e ci è sembrato opportuno proporre una riflessione che scomponga l'analisi tematica nei suoi a priori e identifichi un percorso interpretativo in cui il punto di partenza non sia il tema dell'esilio, inteso quindi come esito del discorso narrativo, ma l'elemento o gli elementi testuali da cui il tema trae le proprie origini, ovvero il luogo. Il rapporto tra il luogo e il personaggio nelle sue molteplici implicazioni di senso e, in particolar modo, la sinergia delle funzioni attribuibili alla struttura topologica delle sequenze di Mavis Gallant sono il nostro oggetto d'esame.
Per struttura topologica intendo la sovrapposizione di tutte quelle strategie di attribuzione del senso che concorrono a costruire il "dove" in cui si muovono i personaggi, strategie che creano una percezione del luogo e modificano il dato geografico secondo un disegno unitario affinché assolva o eserciti una o più funzioni ben precise. I luoghi nei racconti di Mavis Gallant non sono fissi e immutabili, non costituiscono soltanto le quinte dell'azione narrativa (altrimenti sarebbe opportuno parlare di topografia testuale). La struttura topologica è data dal rapporto instaurato dai luoghi con i personaggi, dalla permeabilità del luogo al personaggio, dalla mutua osmosi tra il personaggio e gli spazi che vive, percorre e ritrova. In ultima analisi, la struttura topologica è data dalla storia che i luoghi stessi raccontano e che sovrappongono all'enunciato narrativo, colmandone, in tutto o in parte, il non-detto attraverso l'esplicitazione della sua dominante topologica.

Nel nostro lavoro, la parte iniziale, è costituita da un breve inquadramento dell'opera di Mavis Gallant nel panorama letterario del Canada anglofono in modo da restituire la fertile ambiguità della sua posizione: ha mantenuto la cittadinanza canadese pur avendo scelto di risiedere in Europa. Nei suoi lavori, tuttavia, non si rintracciano i temi elaborati da altri autori canadesi, sia perché il suo Canada è soprattutto un luogo ricordato (cfr. 'Linnet Muir'), sia perché il suo oggetto di studio sono gli esuli, siano canadesi, europei o statunitensi. Oltre al retroterra culturale di matrice europea e alla iterata lontananza dal Canada, la narrativa di Mavis Gallant si esprime attraverso un occhio di per se stesso esule ed ex-centrico che indaga le dinamiche di un mondo europeo e dei suoi (ex?)connazionali che vi si confrontano, conservando il distacco necessario a restituire l'idea di una perenne transitorietà.

Il primo capitolo si concentra sulle metodologie teorico-critiche più funzionali allo studio, fra cui l'applicazione della frame analysis al racconto, come proposto da Ian Reid, e i relativi concetti di frame circumtestuale e intratestuale; lo studio dei preclosure points da parte di Susan Lohafer e le dinamiche di final recalcitrance individuate da Austin M. Wright. Particolare attenzione è rivolta alla critica sui cicli o sequenze di racconti e quindi alle riflessioni di Robert M. Lusher, Forrest L. Ingram e Gerald Lynch. Quest'ultimo offre un valido spunto per l'analisi testuale quando sostiene la necessità di un luogo che restituisca unitarietà alle vicende e permetta il movimento di ritorno qualora il ciclo ruoti attorno a uno o più personaggi principali, proprio come quelli di Mavis Gallant. La ricorrenza ciclica (tematica, simbolica e del personaggio); la sequenzialità (che insiste su uno sviluppo graduale del senso piuttosto che su un ciclicità; da qui il termine sequenza applicato ai due gruppi di racconti di Mavis Gallant); il ritorno; l'interdipendenza tra luogo e personaggio: elementi ulteriori per completare le fondamenta teoriche dell'indagine testuale.

Nel secondo capitolo, a una panoramica delle prospettive critiche sul luogo fino ai suoi esiti più recenti della geocritica di Bertrand Westphal fa seguito l'analisi di 'Linnet Muir', la prima sequenza. Esplicitando la dominante topologica dei racconti si rintracciano tutti quegli elementi tematici e di significato che connotano i luoghi euforicamente o disforicamente e trasformano da epistemologica ad ontologica la funzione del luogo. La sovrapposizione simultanea di una doppia visione passata della città di Montreal si rivela la strategia di ricerca e ricostruzione della figura paterna da parte della protagonista eponima e narratore autodiegetico. Ma i luoghi di questa 'sequenza del ritorno' sono la mappa del passato stesso di Linnet e della piena e consapevole maturazione di una nuova identità come donna, come giornalista e, soprattutto, come scrittrice.

Nel terzo capitolo si esaminano i racconti di 'Edouard, Juliette, Lena'. A fronte di un'analisi della rete tematico-topologica la funzione dei luoghi si differenzia da quella esplicitata nella sequenza precedente poiché il fine ultimo del complesso quadro topologico è ricostruire la verità che l'istanza narrativa tenta di occultare attraverso la propria strategia di menzogna. Ambientata a Parigi e Londra in un lasso temporale in cui si giustappongono la seconda guerra mondiale e i primi anni Ottanta del Novecento, nella sequenza i luoghi sono palinsesti affidabili in cui persistono le impronte dei personaggi e che rivelano le dinamiche di dipendenza e appropriazione di cui è intessuto il rapporto tra le tre figure principali. Il quarto capitolo raccoglie e riassume i risultati del secondo e del terzo, si sofferma sulla prospettiva adottata per interrogare i testi, ovvero la ricerca della creazione del senso attraverso i luoghi, palinsesti tematico-topologici e mappa ermeneutica, e auspica un ampliamento dello studio a un'area più vasta e di maggiore astrazione teorica. Segue un'appendice in cui si delinea la storia del racconto canadese dalle origini ottocentesche alla fioritura degli ultimi decenni del secolo scorso e alla sua recente declinazione multiculturale e transnazionale. Lo studio si conclude con una bibliografia di riferimento suddivisa per aree d'interesse.
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