| Tipo di tesi |
Tesi di laurea specialistica |
| Autore |
Pacini, Ombretta
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| Indirizzo email |
ombrettapacini@gmail.com |
| URN |
etd-02082007-152609 |
| Titolo |
Il cinema indipendente italiano racconta la flessibilità |
| Settore scientifico disciplinare |
LETTERE E FILOSOFIA, FACOLTA' |
| Corso di studi |
CINEMA TEATRO PRODUZIONE MULTIMEDIALE |
| Commissione |
| Nome Commissario |
Qualifica |
| Sandra Lischi |
Relatore |
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| Parole chiave |
- Tania Pedroni
- Nicola Di Lecce
- Rossella Lamina
- lavoro atipico
- occupazione
- cinema autoprodotto
- lavoro
- video
- cinema contemporaneo
- cinema indipendente
- documentario italiano
- post-fordismo
- precariato
- flessibilità
- Stefano Consiglio
- Stefano Obino
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| Data inizio appello |
2007-03-12 |
| Disponibilità |
unrestricted |
Riassunto analitico
Questa tesi nasce dalla volontà di dedicarmi al cinema indipendente italiano con particolare attenzione al documentario, attratta dalla sua naturale propensione, quasi un legame simbiotico, alla contemporaneità e ai suoi temi più urgenti. Nello specifico in questa sede ho voluto valutare le differenti modalità con cui una rosa di film affronta e rappresenta la questione del rinnovamento del mercato del lavoro. Esso spinto dal consolidarsi del così detto post-fordismo prevede, a fronte di una specializzazione flessibile della produzione industriale, una occupazione razionalizzata. Oltre alle implicazioni economiche, legislative e di strategia industriale che portano il post-fordismo e la flessibilità, mi è sembrato estremamente interessante affrontare la questione delle conseguenze che esse fanno ricadere sulla vita personale e pratica dei lavoratori. Il costo umano della flessibilità troppo spesso sottovalutato trova almeno in questa sede rilevanza appropriata, con l’intenzione di promuovere una riflessione che parte appunto dalle storie esposte nei film da me scelti. La mia attenzione si è così concentrata su tre documentari e una fiction, che affrontano nello specifico la questione del costo umano della flessibilità: Vite flessibili di Nicola Di Lecce e Rossella Lamina, Invisibili di Tania Pedroni, L’uomo flessibile di Stefano Consiglio e Il vangelo secondo Precario di Stefano Obino. La scelta di questi lavori tenta di ricostruire una riflessione completa sia in merito all’argomento, che alla sua rappresentazione, comprendendo documentari di stampo più tradizionale, documentari creativi e fiction.
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