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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-01082009-191922


Tipo di tesi
Tesi di laurea specialistica
Autore
NARDINI, LETIZIA
URN
etd-01082009-191922
Titolo
CARCINOMA DEL RETTO: VALUTAZIONE PREOPERATORIA MEDIANTE RM CON BOBINA "PHASED-ARRAY"
Dipartimento
MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Relatori
Relatore Prof. Bartolozzi, Carlo
Parole chiave
  • bobine
  • carcinoma retto
  • risonanza magnetica retto
Data inizio appello
27/01/2009
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
27/01/2049
Riassunto
Scopo della tesi è stato quello di valutare l’accuratezza diagnostica della risonanza magnetica (RM), eseguita utilizzando la bobina di superficie “phased-array”, nella stadiazione loco-regionale del tumore del retto con particolare riferimento alla definizione dei parametri T e N e all’impegno della fascia mesorettale.
Seguendo i criteri della classificazione “tumour node metastasis” (TNM), sono stati valutati e quindi stadiati, 96 pazienti con diagnosi bioptica di carcinoma primitivo rettale.
I risultati dello studio RM sono stati correlati con i dati anatomopatologici dopo l’intervento chirurgico.
Quarantotto su novantasei (48/96) pazienti sono stati sottoposti a RM di stadiazione ed hanno svolto terapia neoadiuvante per 5-6 settimane, dopo un intervallo di tempo variabile tra le 6 e le 8 settimane hanno effettuato una nuova RM di re-stadiazione e dopo un periodo di tempo variabile tra 4 giorni e 3 settimane (12 giorni di media) sono andati all’intervento di TME. Per questi 48 pazienti i risultati della seconda RM post-terapia neoadiuvante sono stati confrontati con i dati anatomo-patologici ottenuti dopo l’intervento di TME.
Nei restanti 48 pazienti non sottoposti a terapia neoadiuvante l’unica RM pre-operatoria eseguita è stata confrontata con i dati anatomopatologici dopo la chirurgia.
Gli esami RM hanno rilevato la presenza di 16 tumori del retto allo stadio T1, 18 tumori allo stadio T2, 56 tumori allo stadio T3 e 6 allo stadio T4.
Le diagnosi ottenute con l’esame RM hanno concordato con quelle anatomopatologiche per 78 casi su 96 (81%) con 18 casi di overstaging, 16 dei quali riguardavano pazienti che avevano svolto terapia neoadiuvante: 2 casi classificati come T4 alla RM si sono rivelati dei T3 all’analisi del pezzo operatorio, 12 pazienti con diagnosi T3 alla RM si sono rivelati dei T2 all’istologia mentre 2 pazienti con diagnosi RM T2 si sono rivelati all’istologia dei T1. In due soli casi tra quelli che non sono andati alla radio-chemioterapia preoperatoria la RM ha attribuito stadi T non esatti (T3 anziché T1).
L’esame RM ha permesso di valutare in modo dettagliato la pelvi e quindi di effettuare una precisa stadiazione che permetta preoperatoriamente di selezionare i pazienti distinguendo coloro che possono beneficiare di una terapia neoadiuvante da quelli che invece potrebbero andare direttamente all’intervento chirurgico.
In particolare la RM ha evidenziato una sensibilità globale del 100% nella valutazione della fascia mesorettale con una specificità dell’85%; i valori di specificità salivano al 95% se si consideravano soltanto i 24 pazienti non sottoposti a terapia neo-adiuavante.
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